Riforma pensioni, Tridico: "Quota 100 terminerà nel 2021"

Pensioni ultime novità: incontro oggi, 7 ottobre, tra i sindacati e il Governo

Pensioni e taglio rivalutazione: quanto risparmia lo Stato?

Con tre mesi in più le finestre diventerebbero rispettivamente di sei e nove mesi.

Per farlo bisognerà trovare tra i 500 e i 600 milioni di euro: una cifra non particolarmente esagerata, ma bisogna considerare che per la Legge di Bilancio 2020 la coperta è molto corta.

Quest'anno sarebbe dovuto tornare in vigore il sistema di rivalutazione quasi pieno degli assegni, ma il precedente governo ha deciso che per tre anni questo meccanismo sarebbe stato sostituito da uno più penalizzante per cui le decurtazioni della rivalutazione riconosciuta sono sull'intero importo della pensione e arrivano al 60% per i trattamenti più alti. Una misura che, in un certo senso, può definirsi "a pagamento", proprio come il quotidiano propone di riformare la quota 100 per la sua sopravvivenza dopo il 31 dicembre 2021. Visto che ha raggiunto i requisiti richiesti abbondantemente non dovrebbe dover attendere neanche i 12 mesi di finestra e la sua pensione dovrebbe aver decorrenza dal primo giorno del mese successivo a quello della presentazione della domanda (non so se la liquidazione sarà coincidente, ma in ogni caso alla liquidazione della pensione le saranno corrisposti gli arretrati spettanti).

Al tavolo di oggi, diversi esponenti dei sindacati, ma non i presidenti, di Cgil, Cisl e Uil mentre per il Governo il Ministro del Lavoro Nunzia Catalfo. Proposte sulle quali, avverte Roberto Ghiselli (Cgil), "chiediamo risposte concrete a breve".

In pratica il PD vorrebbe che venisse approvata Quota 92 che consentirebbe ai contribuenti di andare in pensione una volta compiuti 62 anni di età e avendo versato almeno 30 anni di contributi, invece dei 38 di quota 100.

Un incremento di 500€, ossia di circa 6.000€ annui, non sembra però realizzabile vista l'attuale situazione: ecco perché sembra più plausibile un incremento più contenuto con il quale si andrebbe ad estendere la platea dei beneficiari della quattordicesima (che oggi conta circa 3,5 milioni di persone) ad un altro milione di persone. Cgil, Cisl e Uil vogliono alzare il tetto a 1.500 euro. Per questo anche le altre proposte dei sindacati, dal rafforzamento dell'indicizzazione delle pensioni al rifinanziamento dei fondi per la non autosufficienza, dalla detassazione dei premi di produttività (che potrebbe essere accolta) ai fondi per il rinnovo dei contratti pubblici, potranno essere valutate solo alla luce degli equilibri di bilancio, hanno spiegato ieri viceministri e sottosegretari. L'ipotesi prevalente è di alleggerire il cuneo sui redditi fino a 35mila euro (cioè oltre i 26mila euro del bonus Renzi), oppure dare un credito d'imposta agli incapienti (sotto gli 8 mila euro di reddito) esclusi dal bonus di 80 euro.

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