Manovra 2020, colf e badanti nel mirino del fisco

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"Si rischia un effetto boomerang addossando alle famiglie il compito di versare le ritenute fiscali per colf, baby sitter e badanti". Il che vuol dire che in non pochi casi tendono a restare ai margini dei quella fatidica soglia degli 8mila euro con cui oggi è delimitata la no tax area.

A fornire questi dati è il Ministero dell'Economia e delle Finanze, nella Relazione sull'economia non osservata e sull'evasione fiscale e contributiva del 2019, allegata alla nota di aggiornamento al DEF.

Nelle analisi del MEF il sistema di retribuzione di colf e badanti, nella sua impostazione attuale, è esposto a un forte rischio di evasione.

Nulla è stato ancora deciso ma l'idea, per il vero già avanzata dalla Lega nella primavera scorsa, sarebbe quella di introdurre una ritenuta d'imposta (del 10 o del 20% al massimo) sulle somme pagate ai lavoratori domestici.

"Tale previsione incentiva i domestici a lavorare un numero di ore tale da percepire un reddito complessivo immediatamente al di sotto della soglia degli 8.000 euro".

Per quanto riguarda la detrazione per produzione di redditi di lavoro dipendente, bisogna considerare che il beneficio fa sì che l'Irpef non sia dovuta, nella generalità dei casi, per redditi annui imponibili inferiori a 8,174 euro: pertanto, ai collaboratori domestici con reddito basso il datore di lavoro non dovrebbe effettuare alcuna trattenuta.

Una possibile soluzione per arginare il problema? Un giro di parole che ha un significato molto preciso: le famiglie potrebbero versare per le colf.

Sul punto l'associazione non ha dubbi: l'inversione di rotta porterebbe solo ad "incentivare il lavoro irregolare, nero e grigio", come si legge nel comunicato stampa del 2 ottobre 2019.

L'obbligo di versare le imposte, presentando la dichiarazione dei redditi l'anno successivo, spetta al lavoratore, che percepisce lo stipendio netto.

La descrizione dettagliata del sistema nella NaDEF si intitola "Tassazione e modifiche dei comportamenti: il caso dei domestici in Italia".

Tra le proposte spunta adesso la tassa sulle colf o badanti che, in un Paese anziano come il nostro, significherebbe tassare un sacco di gente. Lo afferma Debora Serracchiani, capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, a proposito dell'ipotesi di inserire nella Legge di Bilancio un meccanismo che renderebbe i datori di lavoro veri e propri sostituti di imposta, prevedendo, oltre ai contributi, anche il versamento dell'Irpef. È l'allarme lanciato dalla Assindatcolf, per la quale "sarebbe intollerabile fare 'cassa' a spese delle famiglie che già oggi, in mancanza di adeguate leve fiscali e di un welfare efficiente, sono costrette a farsi carico di tutto il peso dell'assistenza, anche e soprattutto economico".

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