Facebook ha pagato società esterne per trascrivere i contenuti delle chat audio

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Facebook ha pagato società esterne per trascrivere i contenuti delle chat audio

A scoprirlo è stato ancora una volta il quotidiano statunitense Bloomberg, che ha pubblicato un'inchiesta sul proprio sito internet. Facebook ha in altre occasioni spiegato di accedere al microfono degli utenti solo se questi hanno dato il loro assenso dopo l'installazione dell'app e quando erano usate funzionalità specifiche che richiedono l'audio, come ad esempio la registrazione di messaggi vocali. Anche se, di fatto, è sufficiente che soltanto un utente all'interno di una chat l'abbia attivata, per concedere il via libera all'ascolto di tutte le clip audio inviate.

A inizio Agosto, poi, a essere coinvolti del nuovo "listen gate" sono state altre due società detentrici di assistenti vocali, Google e Apple, con la prima che ha replicato d'aver sospeso per tre mesi il programma di monitoraggio sonoro, e Cupertino che ha rivelato d'averlo impostato su base volontaria. Ciò è dovuto alle polemiche scaturite dalla diffusione a mezzo stampa della notizia, non al fatto che Facebook non ne avesse facoltà.

Facebook ha per lungo tempo negato di raccogliere l'audio degli utenti per inoculare loro pubblicità mirate. Anche in questo caso, il colosso della tecnologia giustifica il proprio operato con la valutazione delle performance dell'Intelligenza artificiale nella trascrizione di file audio. Ciononostante, è difficile parlare di violazione della privacy degli utenti.

A scoprirlo sono stati i giornalisti del magazine Bloomerg. Google, Apple, Microsoft e Amazon hanno infatti ammesso di sottoporre alcune informazioni a un controllo umano, il cui obiettivo ufficiale sarebbe quello di misurare la differenza tra i risultati raggiunti e attesi dal lavoro delle intelligenze artificiali. Fu proprio l'agenzia Bloomberg a svelare come questa sia una pratica messa in campo da diversi giganti del web e della Silicon Valley, da Amazon a Apple, con le voci delle persone "catturate" da congegni vocali come Alexa o Siri.

Tuttavia si tratta di misure di poco impatto per un'azienda che nel solo 2018, nonostante i continui scandali, ha fatturato oltre 55 miliardi di dollari. L'ultima news che riguarda il social network di Menlo Park ci parla di chat audio, appartenenti agli utenti di Messenger, trascritte in modo da avere un testo anche quando non c'è. Facebook ha confermato l'accaduto, ma ha dichiarato che non lo farà mai più.

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