Russia, esplosione in una centrale nucleare: il bilancio è gravissimo

Allarme radiazioni dopo l'incendio alla base russa: 5 morti

Esplosione in una base militare russa: secondo Greenpeace radiazioni 20 volte più alte, scatta la paura nucleare

In realtà la versione ufficiale non regge e gli analisti militari presumono che si sia trattato dell'esplosione di un razzo da crociera Burevestnik, una delle superarmi annunciate da Putin, ancora in fase di test. La gente che vive nei dintorni della base teme la portata dell'incidente, per questo motivo ci sono stati picchi nell'approvvigionamento di ioduro di potassio che dovrebbe proteggere dalle radiazioni. L'incidente ha causato due morti e diversi feriti, e ora si teme per le radiazioni che potrebbero aver contaminato la zona. Esso infatti viene utilizzato per contrastare gli effetti delle radiazioni. "Altri tre dei nostri colleghi hanno riportato lesioni e ustioni di varia gravità", riporta la nota del dipartimento comunicazione del colosso del nucleare.

Ufficialmente l'agenzia spaziale russa, comunicando la morte dei cinque ingegneri, ha parlato di "una tragedia avvenuta durante i lavori d'ingegneria e manutenzione tecnica delle fonti isotopiche nel motore a propellente liquido".

Da quanto riportato dalla testata znak.com, l'esplosione sarebbe avvenuta su una nave, a 30 km da Severodvinsk, quindi non nella base dove vengono costruiti i sommergibili atomici.

Lo scorso 8 agosto, intorno alle 9:00, in Russia si è verificata una potentissima esplosione su una chiatta ancorata nei pressi del poligono del Ministero della Difesa russo di Nyonoska, nell'oblast di Arcangelo (regione russa): l'incidente nucleare ha fatto registrare le radiazioni fino in Norvegia.

Greenpeace ha chiesto al Rospotrebnadzor, l'autorità russa per i consumatori, di valutare queste informazioni e determinare "quali radionuclidi sono stati dispersi nell'aria e se esiste una minaccia per la salute umana".

Ulteriori sospetti sulla vicenda sono nati dopo che le autorità hanno deciso di chiudere al traffico marittimo, per un mese, un'area della baia di Dvina nel Mar Bianco senza spiegare il perché. Baza avrebbe diffuso un video che mostra le autoambulanze attraversare Mosca con i portelloni sigillati da teli di plastica. E' sempre Baza ad affermare che le vittime sono state trasportate in ambulanze con portelloni sigillati da teli di plastica, mentre gli autisti indossavano tute di protezione contro gli agenti chimici. Tutti i vestiti dei feriti sarebbero stati bruciati immediatamente dopo il ricovero.

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