Crisi di governo: la paura corre sui post

Di Maio: “Vediamo chi vuole sfiduciare Conte, prima il taglio dei parlamentari”

Governo, Salvini: “Voto prima possibile, non attaccati a poltrone”

Allo stesso modo che si usi la politica per riuscire a indebolire i propri avversari e rimettere in luce le proprie idee (sempre che ce ne siano) rimanendo nello spettro della carta costituzionale e delle regole parlamentari è lecito e a volte anche doveroso.

Il disegno del capopopolo leghista sembrava dunque scontrarsi con il dato inaspettato e perciò tanto più sottovalutato: in parlamento Cinquestelle e PD possono fare tranquillamente un governo nuovo relativamente tranquillo (con qualche aiutino se necessario dai senatori a vita, dal gruppo misto o da quello delle autonomie) e rompere le uova nel paniere salviniano. Dice di volere un governo forte, ma ha fatto cadere un esecutivo forte, che stava cambiando le cose. Ha il diritto di presentarsi alle Camere per dire quello che abbiamo fatto, quello che potevamo fare e che non faremo. Siamo pronti a tutto l'unica cosa che non vogliamo è scaldare le poltrone. Zingaretti afferma che vuole andare al voto, non ha paura delle elezioni, ma potrebbe essere una manfrina per stringere un patto con i grillini all'ultimo momento, "costretto" dal senso di responsabilità e su pressione di Mattarella. Lo ha ribadito anche oggi, parlando all'assemblea dei gruppi parlamentari del Movimento 5 Stelle, alla vigilia della conferenza dei capigruppo al Senato: "La Lega faccia dimettere i suoi ministri dal governo oppure sarà costretta a votare contro se stessa".

Perché non va dimenticato che la Lega di scheletri nell'armadio deve averne più d'uno, che la registrazione in cui il pupillo di Salvini in Russia trattava di affari loschi sta sul tavolo dei magistrati. "Mi affido alla saggezza del presidente della Repubblica, è evidente che non c'è un'altra maggioranza".

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