Crisi di governo: no urne, si apre l’ipotesi M5S-PD

Roberto Monaldo  LaPresse

Roberto Monaldo LaPresse

Crisi di Governo: cresce il fronte del "no elezioni anticipate". Sia tra gli ex alleati, sia nell'opposizione. Allearsi con la fazione perdente del populismo su un programma populista indebolisce la possibilità di battere l'attuale populista maximo alle prossime elezioni, che prima o poi arriveranno, e che costituiscono comunque l'appuntamento in vista del quale bisogna orientare tutte le scelte dell'oggi.

Per di Maio non c'è nessun inciucio, solo buon senso. I due saranno i leader di Lega e Cinque Stelle alle elezioni? "Penso ai tanti grillini positivi che abbiamo conosciuto. Non tutti i Cinque stelle sono come Fico o Di Battista".

Eppure per il vicepremier i desideri non potranno coincidere con la realtà. Matteo Renzi non lo ha detto con queste parole, ma ai suoi parlamentari ha chiesto di tenersi pronti a tutto.

"Penso che quando Mattarella inizierà le consultazioni - rileva - una parte dei parlamentari dovrà aver già espresso la propria adesione a questo disegno". Il percorso parlamentare è complicato e molte contestazioni hanno raggiunto Salvini nel suo tour balneare. Chiamare a raccolta gli eletti a Palazzo Madama il 14 agosto, cioè tra 48 ore, per votare la mozione di sfiducia a Conte è davvero complicato, soprattutto perché il 14 agosto è il primo anniversario della tragedia del ponte Morandi. "Dissi che regalare il Paese e il Movimento 5 Stelle alla destra estrema di Salvini era la peggiore delle strategie politiche e che dopo sarebbe stato difficile tornare indietro - ricorda - dissi anche che rifiutarsi di dialogare con chi proponeva misure di protezione sociale era assurdo".

Sono stati giorni convulsi e caldi.

Un governo istituzionale che permetta di assolvere gli impegni necessari per il bene del Paese e gestire le elezioni "senza strumentalizzazioni". Ma ci si allea con Stalin senza consegnarsi a Stalin, si difende la democrazia con alleanze spregiudicate, se non la si affida a un nemico analogo a quello che la minaccia, semplicemente più indebolito. Secondo Repubblica l'ex premier sarebbe pronto "a portarsi via metà dei parlamentari dem dando vita a gruppi parlamentari con il nome Azione civile". Se Nicola Zingaretti prosegue nella linea che chiede il voto subito, altri nel partito, a cominciare dai renziani, non esclude l'ipotesi di un governo di scopo per sventare l'aumento dell'Iva, con l'obiettivo di votare subito dopo, nel 2020. - Non è nelle mie corde essere definitivo. "E che l'estate ci illumini, in alto i cuori!", ha concluso. Se vuole fare il segretario del Pd e non l'amministratore straordinario della liquidazione", consiglia Calenda, "deve rilanciare facendo un grande progetto che coinvolga e vada oltre il Pd. Ma prima il ritorno in campo di Beppe Grillo, e poi l'intervista rilasciata al Corriere della Sera da Matteo Renzi, hanno fatto capire che i tempi di questa crisi di Ferragosto potrebbero non essere brevi. Non solo..."aggiunge la vice segretaria dem, Paola De Micheli, in una intervista al Corriere della Sera, smontando pezzo per pezzo la proposta di un governo istituzionale col M5s". E' una ridicolaggine". Alla domanda se l'ex premier si stia muovendo come leader di un partito che ancora non c'è Calenda risponde spiegando che "Renzi vuol fare un partito e ha bisogno di mesi in più. O, meglio, per farne perdere al Paese.

Un governo successivo che viene dopo quello precedente.

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