Trevi: ricorso Trevisani 'illegittimo', mandato a legali contro socio

La famiglia Trevisan ha presentato ricorso contro il cda del gruppo Trevi al tribunale di Bologna "per irregolarità poste in essere dagli amministratori e dai sindaci" nell'ambito dell'aumento di capitale. E avanza una "richiesta di nomina di amministratore giudiziario".

Prosegue lo scontro fra la famiglia Trevisani e il cda di Trevi, società cesenate attiva nell'ingegneria del sottosuolo, il quale sta portando avanti un'operazione di rafforzamento patrimoniale per mettere in sicurezza il gruppo. Parlando di "iniziativa illegittima, destituita di qualsiasi fondamento sia nei fatti che giuridicamente, nonché viziata da un palese conflitto di interessi". Lo fanno sapere dalla stessa società, ammessa alla procedura di concordato preventivo con riserva, titolare del 31,8% del capitale sociale di Trevi Finanziaria Industriale. Il gruppo, spiega una nota, ha dato mandato ai propri legali "affinché siano assunte tutte le iniziative avverso l'azionista Trevi Holding e i suoi esponenti a tutela dei propri interessi e degli interessi della totalità degli azionisti e di tutti gli stakeholder". Nel dettaglio, l'operazione prevede un aumento di capitale da offrirsi in opzione ai soci per un importo pari a 130 milioni di euro, garantito in parte dai soci FSII e Polaris e, per la parte residua, dalle banche finanziatrici, che si impegneranno a utilizzare in compensazione crediti vantati nei confronti di Trevi Group. La manovra si completa poi con nuova finanza per cassa per 41 milioni, proventi netti dalla dismissione delle attività dell'Oil&Gas in favore di Meil.

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