Cosa ci dicono i numeri sulla "fiducia" a Ursula von der Leyen

Von der Leyen contenta di non avere i voti dei sovranisti

Von der Leyen eletta presidente Commissione Ue

La neopresidente, ministra della Difesa dal dicembre 2013, ed esponente di punta della Cdu, era stata designata dal Consiglio europeo alla carica di presidente della Commissione europea lo scorso 2 luglio, dopo lunghi negoziati.

Ursula von der Leyen, la cui nomina ha affossato l'ultima parvenza di democraticità nell'Ue, è stata eletta a capo della Commissione europea per un soffio.

Tuttavia il vero punto cardine dell'elezione della deputata tedesca sono state le promesse fatte in materia di contrasto del cambiamento climatico e di taglio delle emissioni: "La nostra sfida più pressante è mantenere il Pianeta in salute". Quelli cioè che, a ragione o a torto, hanno interpretato i timori della maggioranza dei cittadini europei a riguardo di un'Unione troppo fissata sul rapporto deficit/Pil e poco attenta alle esigenze dei singoli paesi. Cinque anni fa il suo predecessore Jean Claude Juncker aveva ottenuto 422 voti, dieci anni fa al secondo mandato Josè Barroso aveva ottenuto 382 'sì'. Richiesta accolta ma che non ha evitato un alto numero di franchi tiratori proprio dal centrosinistra, in primis dalla sua componente tedesca (leggasi Spd).

Ha poi dichiarato il suo impegno a favore dello Stato di diritto come valore europeo, annunciando l'intenzione di istituire un meccanismo di monitoraggio a livello UE, parallelo alle misure esistenti. "Ma bisogna ridurre la migrazione irregolare e combattere gli scafisti".

Si tratta del "grande centro", del mega-inciucio conservatore che ormai governa Bruxelles appiattisce le differenze, e omologa destra e sinistra. Conte considera il voto di ieri un suo successo, si vanta di esser stato lui a convincere i grillini a convergere sull'exministra tedesca della Difesa, facendo così l'interesse dell'Italia. Nel pomeriggio il capogruppo dei Liberali-centristi Renew Europe, Dacian Ciolos, ha sciolto la riserva: "Non vediamo l'ora di lavorare intensamente con lei per far progredire l'Europa". Ma il tabellino finale fa capire che non è andata così.

Anche il premier Giuseppe Conte ha espresso i suoi dubbi sul caso: "La Lega ha fatto legittimamente le sue valutazioni e ha deciso di formulare quella valutazione" di voto contrario.

Di parere più incoraggiante l'opinione di Lola Vallejo, direttrice dei programmi climatici del think tank francese IDDRI che sottolinea l'importanza assunta dai temi ambientali e climatici in seno al Parlamento europeo: "Questa situazione potrebbe avere un effetto duraturo sul mandato quinquennale della Commissione nelle questioni climatiche e ambientali". Sulla solidarietà necessaria dei Ventotto verso chi è in prima linea nel salvataggio di vite umane, come l'Italia, e sulla redistribuzione dei migranti, ha promesso che proporrà "un nuovo patto". "Vedremo se confermerà questa volontà di contrastare scafisti e trafficanti, altrimenti se la votano loro". Da mesi ormai i noeuro vengono trollati con abbondanza di supercazzole dai leghisti che gli spiegano che sì, bisogna uscire dall'euro ma senza dirlo perché sennò i mercati cattivi ci assalgono: è l'uscita dall'euro di Schroedinger che, sicuramente, con ragionamenti di alta politica, sarebbe avvenuta tramite il voto leghista a Von der Leyen.

Altre Notizie