Maggiolino addio, la VW fa l'ultimo esemplare

Maggiolino addio, la VW fa l'ultimo esemplare

Maggiolino addio, la VW fa l'ultimo esemplare

Ma il Maggiolino non era ancora morto.

Addio per sempre al Maggiolino.

Volkswagen Maggiolino ha dato ufficialmente il suo addio, dopo il suo ritorno e restyling nel 2011 (e la precedente rinascita nel 1997). In effetti, il Maggiolino divenne la macchina della classe media tedesca, così come poi è accaduto in Italia con la 500 e la 600 della Fiat.

A disegnare quelle linee inconfondibili è l'ingegnere austriaco Ferdinand Porsche, cui il Fuehrer, austriaco come lui, chiede di progettare un'auto che faccia da contraltare alla Ford T, la prima automobile prodotta in serie che spopola negli Stati Uniti.

Per costruirla, nel 1938, Hitler fece edificare una fabbrica apposita; di li a pochi mesi sarebbe iniziata l'epopea della Volkswagen e della cittadina industriale di Wolfsburg. Ma alla fine del conflitto il Maggiolino è la prima macchina a riprendere la produzione in una Germania piagata ed offesa dalle bombe e dalla vergogna.

Nel 1955 ne vengono venduti un milione di esemplari, prevalentemente in Germania ma anche negli Usa, da dove in cambio delle auto, nelle casse di un Paese che rinasce dalle ceneri, arriva preziosa moneta forte. La produzione in Messico e l'uscita di scena Nel 1968 la Casa tedesca vende più di 560.000 unità del Maggiolino negli States e in quello stesso anno esce al cinema "The Love Bug", "Un Maggiolino tutto matto", il film prodotto dalla Disney che farà sognare milioni di bambini e porterà all'apice la popolarità mondiale dell'auto di Volkswagen.

La produzione alla Wolfsburg terminò nel 1978 quando subentrarono nuovi modelli a trazione anteriore come la Golf.

Molti appassionati si ricordano e sanno che l'auto utilizzata dall'eroe creato da Tiziano Sclavi, l'indagatore dell'incubo Dylan Dog, viaggia attraverso un'onirica Inghilterra proprio a bordo di un Maggiolino targato DYD 666 insieme al suo fido assistente Groucho: un richiamo attento e storico anche alla politica e all'apparente contrasto di idee contro le quali converge lo spirito umano, capace di creare differenti realtà per sfuggire alla triste miseria di quella reale.

Nata nel pieno del nazismo, per volontà di Adolf Hitler che nel 1934 annuncia il suo piano per la motorizzazione di massa, da attuare in due step: la costruzione di una rete autostradale, la Autobahn e la produzione su larga scala di un'automobile a buon mercato per i tedeschi.Riesplosa nella metà degli anni '70, diventando emblema della cultura controamericana. Per lui sarà un vero incubo...

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