Vacanze negate a malati Aids nel barese

Stabilimento balneare pugliese nega l'ingresso a un gruppo di sieropositivi

Rifiutare persone nella propria struttura perché amalte di Aids. "Ma per una struttura che ci chiude le porte ce n'è un'altra che le ha aperte" conclude la Fondazione, spiegando che il gruppo potrà comunque recarsi in un'altra struttura ricettiva per passare qualche giorno di vacanza. A denunciarlo è la fondazione Opera Santi Medici Cosma e Damiano di Bitonto (Bari), cui fa riferimento la casa alloggio 'Raggio di Sole' che si occupa dei malati.

Solitamente, in estate, la casa-alloggio sposta i suoi ospiti in altre parti d'Italia, ma quest'anno la necessità di non potersi spostare troppo ha spinto verso la decisione di restare in zona. E' l'incredibile storia di discriminazione arrivata dalla provincia di Bari e raccontata dalla dottoressa Fiorella Falcone, responsabile della struttura: "Ci siamo rivolti a una struttura dove almeno una volta all'anno siamo sempre andati; dopo che avevano accordato il nostro ingresso, ci hanno negato l'autorizzazione". Il sospetto è che i pazienti siano stati discriminati a causa dei pregiudizi nei confronti della malattia.

Non perdere le ultime news! Ti terremo aggiornato con tutto quello che non puoi perdere. Non ci si contagia con saliva, sudore, lacrime o urina. Ci è voluto poco perché quel dubbio iniziale diventasse certezza: "Il loro legale ci ha detto apertamente che non volevano più accoglierci perché i nostri ospiti hanno l'Aids - continua Falcone - da allora non ci hanno risposto più, nemmeno per telefono".

Con un post su Facebook, la fondazione ha reso noto che è stata trovata una soluzione: "Oltre alla disumanità, l'ignoranza".

La casa-alloggio quest'anno festeggia vent'anni di attività e non era mai successo prima d'ora un episodio così spiacevole. Un fatto assolutamente insolito, vista l'accoglienza che lo stesso lido aveva avuto in passato per i pazienti della struttura.

La casa-alloggio 'Raggio di Sole' fu ultimata il 21 agosto 1999 e inaugurata dall'allora Ministro della Sanità Rosy Bindi.

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