Senato approva ddl costituzionale taglio parlamentari con 180 sì

Senato taglio parlamentari

Senato taglio parlamentari

La legge costituzionale in corso di approvazione applica un taglio al numero di nominati: oggi in Italia, tra senatori e deputati, vengono eletti ogni legislatura 945 parlamentari. Il ddl costituzionale è stato approvato (di nuovo) dall'aula del Senato. Il disegno di legge costituzionale andrebbe a modificare gli articoli 56 e 57 e 59 della Costituzione, ed è stato battezzato dai parlamentari pentastellati la "legge taglia-poltrone". Non sono stati presentati emendamenti, come previsto. La riduzione avrebbe "decorrenza dalla data del primo scioglimento o della prima cessazione delle Camere successiva alla data di entrata in vigore della novella previsione costituzionale", afferma il testo presentato in Senato. Superata, dunque, la quota dei 161 voti necessaria per ottenere la maggioranza assoluta.

Ma il punto è che "il "combinato" disposto della drastica riduzione del numero degli eletti con l'altra riforma messa in campo dalla maggioranza, ossia l'introduzione del referendum propositivo che trasforma il corpo elettorale in legislatore diretto, rischia di trasformarsi in una riduzione di fatto del ruolo del Parlamento".

La riforma costituzionale che sancisce il taglio dei parlamentari è stata approvata dal Senato, dopo aver ottenuto il via libera alla Camera lo scorso maggio. A seguito della modifica muterebbe, quindi, il numero medio di abitanti per ciascun parlamentare eletto. Per la Camera dei deputati - spiega il centro studi di Camera e Senato - il rapporto aumenterebbe da 96.006 a 151.210.

Il ministro dell'Interno e vicepremier, Matteo Salvini, ha votato a Palazzo Madama il pdl costituzionale sul taglio del numero dei parlamentari seduto al suo scranno di senatore della Lega, e non dai banchi del governo ai quali erano, invece, i ministri Di Maio, Fraccaro, Toninelli Bonafede, Lezzi, Stefani e Bongiorno. Nessuna regione o provincia autonoma potrà avere meno di tre senatori. Il ddl prevede la riduzione complessiva del numero di parlamentari, i deputati da 630 a 400 e i senatori da 315 a 200.

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