Scontro tra M5S e Lega sulle Autonomie regionali

Bufera su Spadafora e gli insulti sessisti di Salvini. COMBO

Spadafora: “Matteo Salvini alimenta l’odio sessista, ha offeso Carola Rackete”

Con la differenza, rispetto al recente passato, che lo stallo odierno registra un forte inasprimento dei toni tra Lega e M5S. "Se pensa che sono così brutto e cattivo, fossi in lui mi dimetterei e farei altro, ci sono delle Ong che lo aspettano", la replica all'intervista del vicepremier leghista che, nel tardo pomeriggio, aveva lanciato un nuovo affondo: "Certo se fossi lui avrei un problema, se pensa di stare al governo con fascisti, omofobi e maschilisti, la vive male, se si sente a disagio si dimetta". È l'atto di accusa di Vincenzo Spadafora, sottosegretario alle Pari opportunità del governo M5s-Lega. A lei si è unita anche Mariastella Gelmini che ha giudicato cinico il comportamento di Spadafora per aver annullato l'appuntamento con i centri antiviolenza. Secondo il Carroccio, invece di andare avanti si va indietro e in molti ritengono che sull'Autonomia potrebbe giocarsi anche l'esperienza di governo.

La faccenda ha comunque inasprito gli animi al Governo, specie dei leghisti che, con i capigruppo al Senato e alla Camera Massimiliano Romeo e Riccardo Molinari, hanno chiesto le immediate dimissioni di Spadafora. Stiamo lavorando per un'autonomia che sia equa, in sintesi non possiamo permettere che alcune Regioni si arricchiscano a discapito di altre. "Sono costernata. La politica non dovrebbe mai arrivare a questo livello", dice la ministra per gli Affari regionali e le Autonomie, Erika Stefani.

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"Mai preso un rublo, un euro, un dollaro o un litro di vodka dalla Russia": con queste parole il vice premier e leader della Lega Matteo Salvini parla della vicenda Lega-Russia venuta fuori dalle ormai note intercettazioni BuzFeed. Di fatti concreti per la tutela delle donne e una reale battaglia contro il sessismo, istigato anche dalle parole spesso usate dal fido alleato leghista, non ce ne sono.

Sulle conseguenze dell'autonomia sulla scuola, Di Maio infine afferma: "Stiamo facendo vari incontri per risolvere tutte le criticità che ci sono".

"Basta che per farla non si aumenti l'Iva, appunto, o si tolgano soldi già in tasca agli italiani, perché sarebbe una presa in giro che già abbiamo visto per molti, molti anni". Sono già partiti quasi tutti gli appalti, il 96%, dei 400 milioni stanziati per i Comuni. Ma, da quanto si apprende da fonti di governo, è difficile che il vertice riprenda in queste ore, dopo lo scontro tra Lega e M5S sul testo. "Lavoriamo e andiamo avanti" ha concluso.

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