India: si immerge nel fiume incatenato, ore d'ansia per l'illusionista scomparso

Ma qualcosa è andato storto e non è riuscito a risalire tra l'angoscia crescente di chi lo ha seguito a bordo delle barche e lo ha visto immergersi bendato con le catene su mani e piedi. Jayant Shaw, fotografo di un giornale locale, ha detto di aver parlato con Lahiri prima che si immergesse: "Gli ho chiesto perché volesse rischiare la sua vita per la magia".

Chanchal Lahiri, l'illusionista indiano che si esibiva con lo pseudonimo di Mandrake, non è più riaffiorato dalla sua immersione, ieri, a Calcutta, nel fiume Hoogly. Gli ci vollero 29 secondi per uscire, ma fu accusato di aver usato una porta laterale facilmente visibile. Lui mi ha risposto che se l'impresa fosse riuscita sarebbe stata magica, altrimenti sarebbe stata tragica.

Poco prima dell'evento aveva dichiarato: "Se riesco a liberarmi sarà magico. Se non potrò farlo sarà tragico". Altre erano stipate sul famoso ponte Howrah. Un agente ha dichiarato al quotidiano Hindustan Times che Lahiri non potrà essere dichiarato morto fino a quando non sarà trovato il cadavere.

Le ricerche proseguono da parte dei sommozzatori che hanno sondato la zona senza riuscire a trovare il 41enne.

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