Tria ottimista sui conti pubblici

La trattativa di Tria a Bruxelles e il nodo Flat Tax

Procedura d'infrazione, tutti contro l'Italia. Moscovici: «C'è l'ok dei governi

I tempi si starebbero quindi stringendo, perché la Commissione ha bisogno di tempo per valutare i nuovi dati prima di preparare la raccomandazione di apertura della procedura contro l'Italia sul debito.

Pressing dell'Ue sull'Italia sulla procedura d'infrazione.

Nutre dei dubbi sostanziali, il ministro Tria, in merito alla possibile opportunità di realizzare la flat tax anche in situazioni di deficit ed è questo, forse, il nodo focale della vicenda attorno alla quale sembra sollevarsi in modo particolare la presunta contrapposizione tra lui e Salvini. Con il commissario europeo agli Affari Economici e Finanziari Pierre Moscovici "partiamo nel nostro dialogo: gli anticiperò quelli che saranno i nostri programmi per quest'anno e per l'anno prossimo, che sono già conosciuti; e lui mi dirà che cosa si aspettano da noi e apriamo il negoziato".

"E' in questo spirito che dobbiamo avere scambi con le autorità italiane, in questo momento una procedura è giustificata, vogliamo evitarla, ma per farlo dobbiamo assicurare che le regole siano rispettate nel 2019 e nel 2020". Riferendosi ai Paesi ad alto debito, Italia inclusa, ha auspicato "che le istituzioni Ue si impegnino in un dialogo per arrivare a un risultato favorevole", e un "percorso appropriato" dei conti. Dunque, tocca al governo italiano decidere e agire. Nessuno parla di rinviare tutto all'autunno, quantomeno non alla Commissione e non all'Eurogruppo. Sarebbe questa un'idea in circolazione che richiede un impegno esplicito.

Sullo sfondo del dibattito, ovviamente, la costruzione della manovra da inserire nel "perimetro" del rispetto del Patto di stabilità e crescita che si scontra però con le tensioni mai sopite all'interno dell'Esecutivo, tornate a galla nel vertice economico di ieri, mercoledì 12 giugno a Palazzo Chigi che si è arenato sul nodo dei nodi: le coperture per varare la flat tax, quel "pesante taglio delle tasse" dal quale, per la Lega di Matteo Salvini, non si può prescindere. Una 'manovrona' di cui l'attuale governo non vuole assumersi la responsabilità, a meno di restare completamente fuori dal quadro Ue.

Secondo quanto riportato da "Ansa", il vertice sui temi economici non è stato risolutivo. Ciò perché a Bruxelles e non solo non ne possono più di impegni assunti ora dal premier ora dal ministro dell'economia che poi vengono continuamente smentiti o reinterpretati dai due vicepresidenti del Consiglio Di Maio e Salvini. Si può fare in deficit?

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