Hong Kong, un milione nelle piazze

La protesta degli avvocati e dei giudici di Hong Kong il 6 giugno 2019

La protesta degli avvocati e dei giudici di Hong Kong il 6 giugno 2019

Secondo gli organizzatori, in piazza è sceso più di un milione di persone.

Carrie Lam, leader di Hong Kong, non cambia linea dopo l'oceanica manifestazione con la quale nel weekend centinaia di migliaia di persone hanno chiesto di rinunciare a portare avanti l'iniziativa legislativa sulle estradizioni in Cina. "Se la perdiamo, Hong Kong non è piu' Hong Kong, è solo un'altra città cinese". I manifestanti hanno sfilato con una maglia bianca, simbolo della giustizia, e le mani incrociate a formare il simbolo del diniego del loro consenso.

Eppure da qualche anno gli abitanti Hong Kong hanno la sensazione che Pechino stia cancellando progressivamente questa autonomia.

I sostenitori della legge assicurano invece che sono state messe in atto misure di salvaguardia, per impedire che chiunque sia esposto a persecuzioni religiose o politiche venga estradato nella Cina continentale. A mezzanotte sono, però, iniziati gli scontri con le forze di polizia; all'una di notte, alcuni manifestanti hanno provato a occupare uno spazio di fronte ai palazzi del potere e hanno lanciato diversi oggetti agli agenti. Non c'è trattato di estradizione con Taipei e la polizia di Hong Kong, pur avendo individuato il sospetto, non lo può consegnare ai colleghi taiwanesi. Questi ultimi hanno risposto caricando e spruzzando spray al peperoncino fino a che non sono riusciti a sgombrare l'area. I sospetti sono aumentati dopo che Han Zheng, un membro dell'Ufficio politico del Partito comunista, ha detto che questo provvedimento potrebbe riguardare anche coloro che vivono a Hong Kong e sono sospettati di aver messo in pericolo la sicurezza di Pechino.

La legge sull'estradizione è sostenuta da Carrie Lam, chief executive officer di Hong Kong (governatrice).

La nuova norma, sollecitata da Pechino, suscita la collera della popolazione della regione semi-autonoma perché secondo i detrattori - tra cui ci sono anche associazioni per i diritti umani e civili - metterà i cittadini in balia di un sistema giudiziario cinese non trasparente e politicizzato.

Altre Notizie