Le offese a Falcone e Borsellino La Rai: "Sono parole indegne"

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'Realiti', minacce a Borrelli e insulti a Falcone e Borsellino: la Rai apre un'inchiesta Commissione Vigilanza: "Serve più controllo

L'Azienda ha condannato l'episodio e annunciato in una nota di avere avviato un'istruttoria per ricostruire tutti i passaggi della vicenda. "La grave offesa arrecata alla memoria di due esempi luminosi della lotta alla mafia si configura come un evidente omesso controllo da parte della governance del servizio pubblico, alla quale richiedo formalmente un controllo più rigoroso dei contenuti e degli ospiti delle trasmissioni". "Non abbiamo invitato Riina o Provenzano in studio".

E Salini va oltre: "Come ho detto più volte, per la Rai è un obbligo civile, morale e culturale essere rispettosi della legalità: ad essa devono essere ispirate le immagini e le parole che si susseguono nei nostri programmi". C'era un neomelodico ventenne con l'aria da giovane boss - si fa chiamare Scarface, alias Leonardo Zappalà - stravaccato sopra.

Nel corso della trasmissione, su una precisa sollecitazione del conduttore, Zappalà vedendo la foto che ritraeva i giudici Falcone e Borsellino ha detto: "Queste persone che hanno fatto queste scelte di vita, le sanno le conseguenze. Come ci piace il dolce ci deve piacere anche l'amaro mi fa ribrezzo'". Quest'ultimo è il nipote di Turi Cappello, un boss condannato all'ergastolo. Nelle sue canzoni inneggia anche allo zio Turi, come punto di riferimento della sua vita.

Le parole dei due cantanti hanno provocato polemiche.

"Direttore di rete, conduttore, autori - si legge in una nota di Viale Mazzini - sono stati ampiamente sensibilizzati sulla necessità di porre la massima attenzione sulla scelta degli ospiti, delle tematiche e sulla modalità di trattazione di argomenti 'sensibili'; in coerenza con quanto ogni giorno la Rai testimonia attraverso programmi, eventi speciali e fiction dedicati alla sensibilizzazione della collettività contro la criminalità organizzata e a sostegno della memoria dei tanti martiri delle mafie". Lo scrive il presidente della Vigilanza Rai, Alberto Barachini. "Se andassero a vedere la puntata capirebbero che sono intervenuto con parole chiare e dure, ricordando anche che 'la mafia è merda'".

Nella puntata del 5 giugno il programma - che è una specie di talk show misto a reality una specie di Ciao Darwin ma senza le gare nel fango - ha affrontato il fenomeno dei neomelodici siciliani. Tra i due cantanti che apparivano nel servizio, è venuto in studio questo 'pischello' di 19 anni. Zappalà aveva poco prima parlato dei suoi idoli, Al Capone e Scarface. "Io per prima cosa gli ho fatto dire che non è un mafioso". Studia, gli ha detto, cerca di capire meglio, magari fra qualche anno cambi opinione, concludendo con un raggelante "comunque ti auguro buon lavoro".

I vertici Rai finiscono nel mirino di esponenti di Forza Italia e Pd, che chiedono "un chiarimento urgente nella bicamerale", ma anche del Movimento 5 Stelle. Non c'è nessun margine di dubbio sulla nostra posizione. Una frase controversa, a cui Lucci ha prontamente risposto con l'augurio di "studiare la storia". Lucci, poi, ha precisato che "l'altro cantante non è stato invitato in studio". Il voucher, però, inviato in un primo momento - si apprende - è stato subito annullato, perché si è valutato di non invitare più il cantante in trasmissione. I "concorrenti" passeranno da sette a cinque e si sta lavorando anche sul ritmo del programma. "La Rai non può fare da vetrina a chi inneggia ai boss e dileggia chi ha dato la vita per lottare contro la mafia", ha scritto Vittorio Di Trapani su Facebook. Secondo Di Trapani, la Rai aveva previsto anche la trasferta di Pandetta.

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