La Cina annuncia dazi per 60 miliardi sulle merci Usa

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Come annunciato, e senza ascoltare gli avvertimenti lanciati dal presidente Trump via Twitter, la Cina ha varato le sue ritorsioni contro i nuovi dazi del 25%, imposti venerdì dagli Stati Uniti su beni per 200 miliardi di dollari importati dalla Repubblica popolare. Queste ultime sono considerate "in contrasto col consenso delle parti di risolvere le divergenze commerciali attraverso consultazioni, ledendo gli interessi di entrambe le parti e non soddisfacendo l'aspettativa generale della comunità internazionale". "L'unico problema - scrive ancora Trump - è che sanno che vincerò (i migliori numeri su economia e occupazione nella storia degli Stati Uniti, e molto altro), e l'accordo sarà molto peggio per loro se sarà negoziato nel mio secondo mandato". Nel complesso, si tratta di una lunga lista di 2.493 beni, colpiti da dazi al 10%, al 20% e al 25%.

L'adeguamento alle misure tariffarie è stato descritto come "una risposta all'unilateralismo e al protezionismo" degli Usa. La Cina "spera" che la parte americana torni alle consultazioni "al fine di raggiungere un accordo reciprocamente vantaggioso sulla base del rispetto". Il presidente Usa continua sostenendo che una guerra commerciale penalizzerà soprattutto i suoi competitor asiatici: "Noi avremo decine di miliardi di dazi dalla Cina - ha continuato - I rivenditori potranno produrre i prodotti negli Usa (ideale) o acquistarli da Paesi che non hanno i dazi". E le conseguenze in Borsa si fanno sentire: Boeing apre a -3,23%, mentre la Apple crolla del 4,75%. "Spenderemo (uguale o meglio) il denaro che la Cina potrebbe non spendere più con i nostri Grandi Patrioti Contadini (Agricoltura) che è una piccola parte del totale delle tariffe ricevute, e distribuire il cibo ai popoli che muoiono di fame nelle nazioni di tutto il mondo".

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