Cancellato il festival della canapa: "Salvini ci ha definiti uno scempio"

Cannabis, Salvini annuncia:

«Chiuderemo tutti i negozi che vendono cannabis light»

"Da stamattina è in corso nelle Marche, a Pesaro e Civitanova, la chiusura di tre market shop che vendono droga, bene" perché 'da oggi si comincia una guerra'. "Lo stesso accadrà per tutte le feste e le sagre della cannabis" ha aggiunto Salvini.

"La droga è un'emergenza nazionale e bisogna proibire anche tutte le cosiddette feste della cannabis". "Combattere la droga significa anche combattere la mafia come dimostrano gli arresti delle ultime ore contro il clan Casamonica". "Non è nel contratto di governo e non voglio lo Stato spacciatore".

"Mi diceva la responsabile di una comunità che la fase educativa, cioè la spiegazione nelle scuole che la droga fa male, una volta si faceva nei licei e ora si fa alle elementari e alle medie perché ci sono ragazzini di 10 e 11 anni che iniziano a farsi", ha agiunto Salvini, al termine dell'incontro al Viminale. Sono le parole pronunciate ai microfoni de "L'Italia s'è desta" (Radio Cusano Campus) da Luca Marola, fondatore di EasyJoint, che è stata la prima azienda a mettere in commercio le infiorescenze della canapa in Italia, nel maggio 2017. "Il ministro Salvini - spiegano quelli di Sativa Torino Expo -ha divulgato un'intervista dove cita il festival della canapa e lo definisce uno scempio, oltre a giurare di far chiudere qualunque punto vendita commercializzi la canapa sativa". Sempre nel 2018 in Italia sono stati 2500 gli ettari coltivati a canapa e la previsione di chiudere l'anno con un raddoppio delle superfici. "In uno scenario di piena regolamentazione del settore - spiega - l'indotto generato dalla domanda italiana per le sole infiorescenze non farebbe fatica ad alimentare un giro d'affari da 46 milioni che, allargato ai prodotti contenenti Cbd come oli, creme e altri generi alimentari e cosmetici, potrebbe raggiungere i 400 milioni di giro d'affari". "Come ministro della Salute - ha proseguito - posso dire che si andrà nel senso di una restrizione di vendita alle categorie vulnerabili, come i minori e le donne in gravidanza, per il principio di precauzione". E sul tema della chiusura dei cannabis shop ha ironizzato: "Non vendono cannabis?"

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