Papa Francesco ai parrucchieri: uno stile cristiano evita il chiacchiericcio

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"Eresia", in una lettera l'accusa a Papa Francesco

Il Papa parla alla plenaria dell'Accademia Pontificia delle Scienze Sociali - da poco ha insediato alla guida l'economista bolognese Stefano Zamagni, uno degli ispiratori della Laudato Si', ma anche di altre encicliche - e torna a denunciare il riemergere di "correnti aggressive verso gli stranieri", spesso trattati con disumanità.

"Preghiamo specialmente per quanti non hanno lavoro, che è una tragedia mondiale di questi tempi", ha concluso. Sembra aprirsi "una nuova stagione inquietante, che moltiplica il rischio di guerre" al punto che - nel peggiore degli scenari - la cosiddetta nuova frontiera tecnologica potrebbe finire con l'innalzare anziché col ridurre "il pericolo di un olocausto nucleare".

"Ciascuno di voi, nello svolgimento del proprio tipico lavoro professionale, possa sempre agire con rettitudine, rendendo così un positivo contributo al bene comune della società", ha aggiunto il Pontefice, sottolinenando che "la figura umile e grande di San Martino de Porres, che il Papa San Paolo VI, nel 1966, proclamò patrono della vostra categoria, vi aiuta a testimoniare costantemente i valori cristiani". Ogni persona umana è membro dell'umanità e ha la stessa dignità. "Tutte le nazioni sono frutto dell'integrazione di ondate successive di persone o di gruppi di migranti e tendono a essere immagini della diversità dell'umanità pur essendo unite da valori, risorse culturali comuni e sani costumi", ha dichiarato.

"Vi stimola, soprattutto - ha proseguito -, ad esercitare la vostra professione con stile cristiano, trattando i clienti con gentilezza e cortesia, e offrendo loro sempre una parola buona e di incoraggiamento, evitando di cedere alla tentazione del chiacchiericcio che facilmente si insinua anche nel vostro contesto lavorativo, tutti lo sappiamo". Integrare non vuol dire assimilare, ma condividere il genere di vita della sua nuova patria, pur rimanendo sé stesso come persona, portatore di una propria vicenda biografica. Quando una persona o una famiglia è costretta a lasciare la propria terra va accolta con umanità. In tal modo, il migrante potrà presentarsi ed essere riconosciuto come "un'opportunità per arricchire il popolo che lo integra". All'autorità pubblica spetta pertanto il compito di "proteggere i migranti e regolare con la virtù della prudenza i flussi migratori, come pure promuovere l'accoglienza in modo che le popolazioni locali siano formate e incoraggiate a partecipare consapevolmente al processo integrativo dei migranti che vengono accolti".

Con la consapevolezza che "nel tempo dell'agonia, Dio chiede all'uomo di non abbandonarlo, e l'uomo invece dorme".

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