Lo sfregio di Macron, dimezzato lo studio dell'italiano nelle scuole francesi

Emmanuel Macron

Il loro progetto cavalcare il prossimo crack per “più Europa” REUTERS Eva Plevier

Sulla questione è intervenuto anche Jean-Luc Nardone, professore a Tolosa nonché presidente degli italianisti francesi, il quale ha manifestato il proprio dissenso e la propria preoccupazione circa il grave deperimento che l'insegnamento dell'italiano in Francia subirà in seguito a questa riforma. "Se l'Italia continua ad essere il secondo partner commerciale della Francia, l'insegnamento dell'italiano in Francia è però colpito molto severamente dalla nuova riforma del liceo, che scombussola l'insegnamento di una terza lingua vivente", hanno dichiarato i firmatari. E così ecco un altro atto di disprezzo verso lo Stivale a pochi giorni dalla visita del presidente della Repubblica Sergio Mattarella ad Amboise, città in cui nel 1519 morì Leonardo da Vinci, per celebrare assieme al presidente francese il cinquecentenario della sua morte: come riporta AdnKronos, l'Eliseo ha deciso di dimezzare i posti messi a concorso per insegnare la lingua italiana nelle scuole e nelle università. Si sono uniti alla causa anche l'attore Ascanio Celestini e la regista Emma Dante, insieme agli storici Luciano Canfora e Carlo Ginzburg e agli studiosi di linguistica Paolo Fabbri e Raffaele Simone. Le cattedre nelle scuole medie sono invece diminuite da 28 a 16, ed "erano ancora 35 nel 2016, 2015, 2014, e 64 nel 2013". "Nessun'altra lingua vivente, nello stesso periodo, ha subito amputazioni tanto violente", recita l'appello rivolto al ministro dell'Istruzione, Jean-Michel Blanquer.

Nata il 26 aprile 1991 da Milano si trasferisce a Roma. Dal 2018 lavora a TPI dove si occupa di produzione contenuti pop e news.

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