Ceta: ok Corte Ue a tribunale investimenti

Dalla Corte Ue via libera al 'tribunale' del Ceta: “Compatibile col diritto dell'Unione”

Ceta, via libera all'arbitrato: una multinazionale potrà far causa a uno Stato

Secondo la Cgue, dunque, l'accordo di libero scambio Ceta non attribuisce ai tribunali previsti "nessuna competenza nell'interpretazione o nell'applicazione del diritto dell'Unione diversa da quella vertente sulle disposizioni di tale accordo". In altre parole, le norme che dovranno applicare i "guardiani" dell'accordo commerciale sono le stesse alle quali si è sottoposta l'Unione e i Paesi che ne fanno parte. La parte dell'Accordo dedicata agli investimenti ha lo scopo di istituire una procedura di risoluzione delle controversie tra investitori e Stati.

"La competenza esclusiva della Corte a statuire sulla ripartizione delle competenze tra l'Unione e i suoi Stati membri è pertanto preservata", conclude quindi la Corte.

Per quanto riguarda la compatibilità della procedura prevista con il principio generale della parità di trattamento, la Corte rileva che, benché il CETA miri ad attribuire agli investitori canadesi che investono nell'Unione un mezzo specifico per agire avverso provvedimenti dell'Unione, la loro posizione non è tuttavia paragonabile a quella degli investitori degli Stati membri che investono nell'Unione. Di conseguenza, quest'accordo non lede l'autonomia dell'ordinamento giuridico dell'Unione. "Qualunque norma - anche se varata per proteggere l'interesse pubblico o l'ambiente - sarà impugnabile in opachi tribunali, che prestano il fianco a gravi conflitti di interessi". Nel parere espresso oggi, la Corte di Giustizia di fatto dà via libera all'arbitrato. Infatti, lo stesso diritto dell'Unione consente l'annullamento dell'ammenda quando quest'ultima sia colpita da un vizio corrispondente a quello che il tribunale del CETA potrebbe accertare.

"Si tratta di un meccanismo costruito su misura per gli investitori esteri, a scapito della sovranità degli Stati e dei diritti dei cittadini - dichiara Monica Di Sisto, portavoce della campagna Stop Ceta, coalizione di 200 organizzazioni - Abbiamo dimostrato nel recente rapporto "Diritti per le persone, regole per le multinazionali: Stop ISDS", che la creazione di Corte per gli investimenti inserita nel Ceta su proposta della Commissione europea rappresenta una minaccia per la democrazia e l'ambiente e chiediamo che il Parlamento si attivi immediatamente per bocciare il trattato in blocco, così da aprire in tutta Europa un fronte critico verso il commercio senza regole e senza rispetto dei diritti". In caso di parere negativo della Corte, l'accordo previsto non può entrare in vigore, salvo modifiche dello stesso o revisione dei Trattati.

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