Usa, stop a import petrolio Iran per Italia e altri sette paesi

Iran Trump blocca esenzioni per l'acquisto di petrolio. La Cina non ci sta

Anche per l’Italia stop alle esenzioni Usa all’import di petrolio dall’Iran

Così, ora, dal 2 maggio gli Usa non rinnoveranno le esenzioni di 180 giorni concesse alle otto nazioni, e in caso contrario scatteranno sanzioni nei loro confronti.

"Tutti i Paesi che continueranno a importare petrolio dall'Iran verranno sanzionati dagli Stati Uniti", ha spiegato la Casa bianca attraverso la sua portavoce, Sarah Sanders, una decisione che "ha l'obiettivo di azzerare le esportazioni di petrolio dell'Iran, togliendo al regime la sua principale fonte di ricavi". In realtà la nuova presa di posizione di Trump, che entrerà in vigore dall'inizio di maggio, resta però un grosso problema per gli altri cinque Paesi interessati tra cui alleati storici degli Usa e colossi economici come Cina, India, Turchia, Giappone e Corea del Sud. All'Iran è stato dato un consiglio molto cattivo da parte di John Kerry (l'ex segretario di stato Usa con Obama, ndr) e dalle persone che lo hanno aiutato a portare gli Usa nel pessimo accordo sul nucleare iraniano": "è quanto riporta un tweet di Donald Trump, subito dopo il suo annuncio dello stop alle esenzioni nell'import del petrolio iraniano. Nel comunicato, la Casa Bianca aggiunge che Stati Uniti, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti si "sono impegnati a garantire che i mercati petroliferi globali rimangano adeguatamente forniti". Questa mattina il Brent segna un rialzo del 3% a $74 dollari al barile, mentre il Wti cresce del 2,67% a 65,72 al barile.

La notizia era stata anticipata dal Washington Post, che citava due fonti del dipartimento di Stato americano spiegando che si tratta di una escalation della campagna di "massima pressione" dell'amministrazione Trump contro Teheran.

Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha salutato la decisione della Casa Bianca di mettere fine alle esenzioni che autorizzano otto Paesi ad acquistare petrolio iraniano. Allo stesso tempo gli Stati Uniti promettono che non ammetteranno alcun deficit di petrolio sul mercato mondiale. Pechino si oppone "alle sanzioni unilaterali e alla giurisdizione ad ampio raggio", ha annunciato un funzionario governativo.

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