Di Maio su Facebook: contatti Salvini-Berlusconi per far cadere il governo

Di Maio-Salvini: l’inutile “teatrino delle marionette” del Governo

Di Maio contro il 'compare' della Diciotti: "La Lega pensa di tornare con Berlusconi"

"I social sono un mezzo che Forza Italia ancora non padroneggia a dovere" spiegano alcuni dei fedelissimi.

Si apre un nuovo scontro al governo, con il nuovo attacco della Lega che ha accusato il Movimento Cinque Stelle di aver copiato il provvedimento da loro adottato per garantire la tutela dei marchi storici italiani. Sembra ci siano persino contatti in corso con Berlusconi per fare un altro esecutivo. L'Italia non è un trofeo e trovo gravissimo che la Lega con così tanta superficialità ogni volta che gli gira minacci di far cadere il governo.

Salvini: "Crisi di governo solo nella testa di Di Maio" "Macché crisi di governo!"

"Questo è un governo del cambiamento", ha ricordato Conte, "e ho sempre cercato di rimarcare che non si tratta di una formula vuota, ma di una manifestazione programmatica per ridurre la sfiducia e il distacco dei cittadini dalle istituzioni". Lo ha detto il vicepremier e ministro dell'Interno, Matteo Salvini, a margine di un incontro con Eduardo Bolsonaro, parlamentare brasiliano e figlio del presidente Jair Bolsonaro, a Milano. Ma se il Carroccio non intende scaricare il suo uomo, nella vicenda pesa anche la posizione del premier, Giuseppe Conte, che ha annunciato l'intenzione di vedere Siri per un confronto al termine del quale "valuteremo". Ecco perché è impossibile continuare con questo esperimento, perché siamo davanti a due concezioni antitetiche della persona: "quella realmente rispettosa dei diritti e delle garanzie così come scolpita nella nostra Costituzione e quella giustizialista e forcaiola dei Cinquestelle".

Il caso Siri, ovvero l'indagine per corruzione aperta nei confronti del sottosegretario ai Trasporti che Salvini difende e che invece Di Maio vuole far dimettere, ha acuito ancora di più le forti tensioni della campagna elettorale. "Senza di noi chissà cosa sarebbe accaduto", chiosa Di Maio. "La domanda che, per una questione di opportunità politica, ci poniamo, è se Salvini fosse a conoscenza di tutto questo". Lo abbiamo dimostrato anche recentemente a Roma. E anche i giornali oggi ne danno conto. Siamo nati sulla questione morale e gli indagati per corruzione o per aver preso mazzette e tangenti no, non possiamo accettarli.

Dopo quel primo tentativo il sottosegretario si sarebbe appoggiato ai colleghi di partito, ripresentando l'identica richiesta a Palazzo Madama: applicare incentivi a tutti gli impianti entrati in vigore entro l'estate 2017.

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