Commercio, via libera paesi Ue ad avvio negoziazioni con Usa

Cecilia Malmstrom

Cecilia Malmstrom

La Commissione inizierà due serie di negoziati: uno per ridurre le tariffe dei beni industriali, l'altro per rendere più facile per le aziende mostrare i prodotti conformi agli standard UE o USA.

La Commissione aveva presentato le proposte di mandato tre mesi fa, e con le conclusioni del Consiglio europeo di marzo i leader dell'Ue avevano chiesto una "rapida attuazione di tutti gli elementi della dichiarazione congiunta Usa-Ua del 25 luglio 2018".

La Francia, tuttavia, ha espresso forti perplessità sull'opportunità di cominciare i negoziati commerciali con un paese che, con l'Amministrazione Trump, ha rifiutato di fare la sua parte nell'Accordo sul cambiamento climatico e sulla riduzione delle emissioni di CO2.

La Commissione Ue ha pubblicato come previsto la sua lista indicativa di contromisure commerciali per il valore di 20 miliardi di dollari di prodotti americani - dal vino della California a pesce surgelato sino al ketchup ed elicotteri - in risposta alla disputa Airbus-Boeing con gli Usa. "Abbattere le barriere commerciali tra di noi sarà vantaggioso per entrambe le parti".

Bruxelles si è impegnata a condurre anche una valutazione d'impatto sulla sostenibilità ambientale e sociale del potenziale mini accordo commerciale e a tenere conto dei risultati durante i negoziati andando incontro così alle preoccupazioni della Francia - sebbene questa abbia mantenuto la sua opposizione - non solo sul TTIP ma anche sul rispetto dell'Accordo di Parigi sul clima.

Secondo le stime dell'esecutivo comunitario, un accordo di libero scambio limitato ai prodotti industriali aumenterebbe le esportazioni Ue verso gli Usa dell'8% e quelle Usa verso l'Ue del 9% entro il 2033, con un beneficio rispettivamente di 27 miliardi e 26 miliardi di euro. "Dobbiamo continuare a difendere una parità di condizioni per il nostro settore - ha proseguito Malmstrom - non vogliamo forzare anche se dobbiamo essere pronti con le contromisure in caso non ci sia altra via d'uscita". La prima è che l'accordo che si sta negoziando non comprende assolutamente i prodotti agricoli (come avrebbero vuluto invece gli americani), né gli appalti pubblici (che interessavano agli europei).

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