Notre-Dame,Vittorio Sgarbi e la pernacchia ai francesi: "Cos'era davvero quella cattedrale"

Notre-Dame Sgarbi nessuna ragione per gridare alla tragedia

Sgarbi: "Notre Dame non è irreparabile"

"Non è il Medioevo che è andato distrutto, è una ricostruzione moderna".

Scontro a "Quarta Repubblica", il programma di Nicola Porro su Rete4, tra il critico d'arte Vittorio Sgarbi e il professor Meluzzi sull'incendio che ha devastato la cattedrale di Notre Dame de Paris. "Così come è stata restaurata nell'Ottocento, potrà esserlo anche adesso", ha spiegato ricordando che la cattedrale è andata completamente distrutta una prima volta durante la rivoluzione francese.

L'intervento dei pompieri è stati efficace.

Il critico d'arte pensa che il rogo della cattedrale parigina non rappresenti una grossa perdita: "Le cose irreparabili sono altre". Inoltre non ci sono morti, non c'è terrorismo. "Anche l'architettura di un grande può essere vittima di un incendio ma può essere ricostruita con i disegni originali, qui non c'è neppure un grande nome, si tratta di un'architettura iniziata nel 200 e largamente alterata nei secoli - sottolinea Sgarbi -". Questo pianto generale è inutile, è una tragedia legata a un simbolo perfettamente recuperabile. "Non possiamo credere di non poter ricostruire qualcosa che è stato fatto nel 1800", le parole esatte di Vittorio Sgarbi.

A chi gli fa notare il valore simbolico dell'evento, Sgarbi ribadisce: "All'interno non ci sono opere antiche, ci sono i muri e alcuni affreschi del secondo 800". Lì non c'è nulla. "I finanziatori hanno già raccolto 300 milioni di euro, sono più che sufficienti per restaurare la chiesa". La parte importante è nelle due torri, restate intatte. "Anzi ha generato la bella reazione della preghiera", e le preghiere dimostrano proprio che "lo spirito cristiano non è morto".

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