Libia. Salvini a Mare Ionio: Rischio terroristi, basta violazioni

Migranti: scontro nel governo,

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La direttiva del ministro dell'Interno Matteo Salvini sui migranti della Mare Jonio scatena nuove tensioni nel governo, riporta Ansa. Uno sconfinamento, quello operato dal Viminale, che ha provocato sconcerto negli ambienti della Difesa e della Marina, al punto che la questione sarebbe stata anche oggetto - secondo varie fonti - dell'incontro di oggi al Quirinale tra il presidente Sergio Mattarella e il premier Giuseppe Conte. Già il 16 aprile, la missiva di Salvini aveva incrinato i rapporti con il ministro della Difesa Elisabetta Trenta che l'aveva considerata un'invasione di campo.

Ma al momento la strategia 'trumpista' di Salvini è quella di dire cose che non stanno né in cielo né in terra ma facendo finta di crederci e accusando chi dice la verità di mentire e spargere consapevolmente fake news. E provocano l'irritazione dei vertici della Difesa, la cui ministra Elisabetta Trenta ieri si era espressa per una maggiore apertura: "Con una guerra i migranti diventano rifugiati".

Adesso per il Viminale la preoccupazione che, approfittando del caos libico, possano arrivare in Italia "centinaia di terroristi islamici" è reale. Di recente, Salvini è stato nuovamente indagato per sequestro di persona, per la vicenda della nave Sea Watch. "Apprendiamo che il Viminale ha dedicato, nella sua intensa attività di produzione di "direttive ad navem", una nuova direttiva interamente dedicata alla nostra nave, Mare Jonio - fanno sapere da Mediterranea - che appare scritta come se il governo vivesse in un mondo parallelo, senza nessun accenno alla guerra in Libia". Il giorno dopo il vicepremier è tornato sul tema nel corso di un intervento a Radio anch'io su Radio1: "Il ministro dell'Interno è l'autorità nazionale di pubblica sicurezza e deve autorizzare lo sbarco". Una attività che secondo il Viminale "accresce il pericolo di situazioni di rischio per la vita umana in mare e determina la violazione delle norme nazionali ed europee in materia di sorveglianza delle frontiere marittime e di contrasto all'immigrazione illegale". Quindi si ordina alla nave Mare Jonio di attenersi "alle vigenti normative nazionali ed internazionali in materia di coordinamento delle attività di soccorso in mare e di idoneità tecnica dei mezzi impiegati per la citata attività", e di rispettare "le prerogative di coordinamento delle Autorità straniere legittimamente titolate ai sensi della vigente normativa internazionale al coordinamento delle operazioni di soccorso in mare nelle proprie acque di responsabilità dichiarate e non contestate dai paesi costieri limitrofi". "Se abbiamo il problema di 800 mila migranti in Italia di certo non li fermi con una direttiva" ha dichiarato il leader del Movimento 5 Stelle, "Se vogliamo aiutare l'Italia, molliamo i Paesi che non accolgono i migranti invece di allearci con loro, da Orbán in giù".

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