Def, Tria in audizione: "Aumento Iva confermato in attesa di alternative"

Lega e Cinque Stelle aumentano l'Iva e le accise sulla benzina

Def, Tria in audizione: "Aumento Iva confermato in attesa di alternative"

A stretto giro interviene anche il ministro dello Sviluppo economico, Luigi Di Maio, il quale conferma che "finché il M5S starà al governo non ci sarà nessun aumento dell'Iva, deve essere chiaro". L'altra strada sarebbe fare altro deficit ma con lo spread in risalita e un debito arrivato oltre al 132% del Pil, anche questa appare impraticabile. "Fermo restando che ci sono già soluzioni sul tavolo volte ad evitare un aumento".

Il ministro parla anche degli aumenti dell'Iva che, senza interventi, scatterebbero l'anno prossimo come effetto della clausole di salvaguardia previste dalla legge di Bilancio dell'anno scorso: "Ricordo che lo scenario tendenziale incorpora gli aumenti dell'Iva e delle accise che entrerebbero in vigore il primo gennaio del 2020".

Ma le voci contrarie a un possibile baratto tra l'aumento dell'Iva, anche se in forma selettiva, e meno Irpef introducendo la flat tax a fini prettamente elettorali, si fanno sentire. E poi ancora: "Quello che noi delineiamo nel Def è un percorso di previsioni e obiettivi che comporta la piena sostenibilità del debito e del rapporto debito-Pil, non c'è una sua crescita esplosiva ma la sua riduzione".

In audizione il ministro dell'Economia ribadisce che "la legislazione vigente in materia fiscale è confermata in attesa di definire, nei prossimi mesi, misure alternative".

Nel Documento di economia e finanza, che prevede il congelamento di due miliardi di spesa come clausola di salvaguardia, "le spese che verranno bloccate sono già state individuate", spiega Tria, aggiungendo che "il trasporto pubblico locale ha posto un problema, penso che occorra fare qualche intervento in sede di assestamento del bilancio, servono circa 300 milioni".

"La strategia che si intende perseguire", spiega Tria a Palazzo Madama, vede "il rilancio degli investimenti pubblici come fattore fondamentale", insieme al sostegno alle imprese per l'innovazione tecnologica.

REDDITO - Inoltre, gli effetti del reddito di cittadinanza e dello schema 'quota 100' contribuiscono a sostenere i consumi delle famiglie e la crescita "già nel 2019". "Tutti elementi che lasciano ritenere che la previsione di crescita per il 2019 sia equilibrata e la conferma in tal senso è arrivata dall'Ufficio parlamentare di Bilancio che ha validato il quadro programmatico". Secondo il titolare del Tesoro, inoltre, perché l'Italia riduca il gap di crescita con i partner europei "è anche necessario un cambiamento del modello di crescita europeo verso una promozione della domanda interna, senza pregiudicare la competitività".

Quanto alle stime di crescita, "la revisione al ribasso risulta coerente con l'evoluzione della situazione economica generale" e "a dicembre era all'1%, al di sotto dell'1,2% della Ue".

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