Si schianta sulla Luna il lander israeliano lanciato dai privati

Il selfie scattato da Beresheet prima del guasto al motore

Il selfie scattato da Beresheet prima del guasto al motore

Il lander israeliano Beresheet, lanciato il 22 febbraio da Cape Canaveral, ha fallito il tentativo di allunaggio: è precipitato sulla Luna in modo incontrollato e non sta più inviando segnali alla Terra. "Se non ci si riesce una prima volta, bisogna provarci di nuovo". Oltre al supporto di donatori privati, la missione ha visto come partner l'azienda statale Israel Aerospace Industries.

La sonda Beresheet, il cui nome significa 'in principio', ha iniziato alle 21,00 (italiane) la discesa che doveva durare circa 30 minuti e doveva portare il lander a posarsi nel Mare della Serenità. Successivamente sono stati rilevati anche problemi a uno dei sistemi di navigazione inerziale ed è stato il fallimento di quella che avrebbe dovuto essere una missione da record, la prima che avrebbe portato un veicolo privato a toccare il suolo della Luna. "Ci siamo andati molto vicino, ma purtroppo abbiamo avuto problemi con l'atterraggio". La missione avrebbe inoltre dovuto fare di Israele il quarto Paese a far atterrare un veicolo sulla Luna dopo Unione Sovietica, Usa e Cina. Hanno partecipato anche la Swedish Space Corporation e la Nasa, che ha contribuito con le tecnologie per la comunicazione. "La navicella spaziale Beresheet non ha completato con successo il suo sbarco sulla luna", ha detto. Il gruppo Leonardo ha realizzato a Nerviano (Milano) i pannelli solari. Sul suolo lunare il lander avrebbe dovuto raccogliere dati su composizione e magnetismo delle rocce lunari.

Il presidente di SpaceIL Morris Kahn ha donato personalmente 40 milioni di dollari per sovvenzionare il progetto, che malgrado abbia sforato il budget iniziale è comunque costato pochissimo rispetto ai precedenti progetti governativi. In serata gli sponsor del premio hanno tuttavia annunciato che la SpaceIl avrà comunque il premio per ritentare l'impresa.

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