Piazza Affari vola ai massimi da luglio con sprint banche

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Piazza Affari chiude in rialzo (+0,8%) con banche e spread giù

Tra i peggiori della lista di Piazza Affari, in maggior calo i comparti telecomunicazioni (-0,78%) e chimico (-0,58%).

A Piazza Affari risulta che il controvalore degli scambi nella seduta odierna è stato pari a 2,2 miliardi di euro, con un incremento di ben 438,1 milioni di euro, pari al 24,86% rispetto ai precedenti 1,76 miliardi; mentre i volumi scambiati sono passati da 0,8 miliardi di azioni della seduta precedente agli odierni 0,78 miliardi di azioni. Lieve aumento del petrolio (Light Sweet Crude Oil) che sale a 64,26 dollari per barile.

L'Euro / Dollaro USA prosegue gli scambi con un guadagno frazionale dello 0,50%.

Tra i listini europei sostanzialmente tonico Francoforte, che registra una plusvalenza dello 0,54%, guadagno moderato per Londra, che avanza dello 0,26%, e piccoli passi in avanti per Parigi, che segna un incremento marginale dello 0,31%.

Consolida i livelli della vigilia lo spread, attestandosi a +249 punti base, con il rendimento del BTP decennale che si posiziona al 2,50%. Milano ha chiuso le contrattazioni con Ftse Italia All-Share a 23.733,35 punti (+0,08%) e Ftse Mib a 21.684,84 punti (+0,06%). Sotto la parità il FTSE Italia Mid Cap, che mostra un calo dello 0,34%; senza direzione il FTSE Italia Star (-0,17%).

Su 218 titoli trattati in Borsa di Milano, 118 hanno terminato la seduta con una flessione, mentre i rialzi sono stati 83. Maglia rosa a Banco Bpm (+4,33%), seguito da Unicredit (+4,2%), Fineco (+3,54%) e Ubi (+3,34%).

Discesa modesta per Hera, che cede un piccolo -0,74%.

Al Top tra le azioni italiane a media capitalizzazione, Credito Valtellinese (+2,97%), Tinexta (+2,75%), Brembo (+2,21%) e Datalogic (+1,63%).

Soffre Maire Tecnimont, che evidenzia una perdita dell'1,10%.

Si concentrano le vendite su SOL, che soffre un calo dell'1,05%.

I più forti ribassi, invece, si verificano su Telecom Italia, che continua la seduta con -1,05%.

Scivola CIR, con un netto svantaggio dell'1,90%.

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