Amazon Echo: dietro all’assistente vocale ci sono dipendenti in ascolto?

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Dal film"Le vite degli altri

Decine di milioni di persone utilizzano gli altoparlanti intelligenti di Amazon e Google per riprodurre musica, ascoltare news o semplicemente per abbassare le tapparelle o spegnere la luce del salotto con un semplice comando vocale. Ne segue che non "sente" solo quello che gli si chiede, ma potenzialmente tutto quello che accade nell'ambiente, comprese discussioni, il russare notturno, i programmi TV che si guardano. Ma i due dipendenti interpellati avrebbero detto che "dopo aver richiesto una guida per casi simili, gli è stato risposto che non è compito di Amazon interferire". Uno dei dipendenti che ha parlato con Bloomberg cita "Taylor Swift" come una delle richieste più incontrate. Anche se Alexa "vive nel cloud", come le si può chiedere, dietro ai suoi aggiornamenti e metodi di apprendimenti ci sono degli algoritmi controllati da persone in carne, ossa e orecchie.

Il mercato degli smart speaker negli ultimi tempi ha registrato un incremento importante, anche in Italia grazie all'approdo di Alexa, l'assistente vocale di Amazon che ha fatto il suo debutto tramite la linea Echo ed altri dispositivi. Dunque delle persone fisiche e non solo sistemi automatici, avrebbero accesso a quanto proferito anche in alcuni momenti di intimità, magari solo per scherzo e sembrerebbe che più di qualche dipendente abbia pure condiviso i suddetti contenuti per farsi quattro risate con gli amici. In alcuni casi però, racconta Bloomberg, queste persone ascoltano anche conversazioni che dovrebbero rimanere private e che soltanto per caso sono state captate da Alexa, come una persona che canta sotto la doccia o un bambino che piange. Ma chi ascolta ciò che diciamo ad Amazon Alexa o a Google Assistant?

In alcuni casi i "revisori" hanno avuto modo di ascoltare registrazioni effettuate durante la messa in atto di atti criminali, non potendo però essere direttamente coinvolti o interagire con le stesse. Annotiamo solo un numero estremamente minimo di interazioni da un gruppo di clienti selezionati in modo casuale, al fine di migliorare l'esperienza del cliente. Queste informazioni ci aiutano, ad esempio, a formare i nostri sistemi di riconoscimento vocale e di comprensione del linguaggio, in modo che Alexa possa capire meglio le vostre richieste e garantire che il servizio funzioni bene per tutti. Certamente, però, i dubbi restano, anche se secondo il rapporto di Bloomberg a essere più in difficoltà sono proprio quei dipendenti chiamati ad ascoltare le nostre conversazioni. "Abbiamo sistemi di sicurezza rigorosi a livello tecnico e operativo - prosegue - e tolleranza zero per gli abusi dei nostri sistemi".

Quando Bloomberg ha chiesto ad Amazon di commentare sulla questione, la società ha affermato che prende sul serio la sicurezza e la privacy delle informazioni personali dei suoi clienti, chiarendo che i suoi dipendenti non hanno accesso a nessuna informazione che identifica la persona che stanno ascoltando.

"Tutte le informazioni sono trattate con la massima riservatezza e, per proteggerle, usiamo sistemi di autenticazione a più livelli per limitare l'accesso, servizi di crittografia e audit sul nostro sistema di controllo; al tempo stesso, i clienti possono sempre cancellare le proprie interazioni in qualsiasi momento".

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