Erdogan, no a condizioni Usa su curdi

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Il presidente turco Erdoğan si è rifiutato di incontrare il consigliere per la sicurezza nazionale di Donald Trump

Invece, Recep Tayyip Erdogan non l'ha neppure ricevuto.

Il Ministro ha sottolineato che Ankara adotterà le misure necessarie per sradicare la minaccia.

Insieme a Bolton, erano giunti il capo di Stato maggiore John Dunford e l'inviato speciale per la Siria e la Coalizione anti-Isis James Jeffrey. Che per la Turchia sono però "terroristi" legati al Pkk. I due leader, si aggiunge, hanno ribadito che qualsiasi ulteriore uso di armi chimiche in Siria non deve essere tollerato.

Il riferimento di Cavusoglu è alle parole di Mike Pompeo: il segretario di Stato americano, in missione in Medio Oriente, ha dichiarato che prima del ritiro delle truppe Washington vuole assicurarsi che "i turchi non massacrino i curdi". Ciò avverrà a prescindere delle azioni dell'esercito americano,"se si ritireranno o non se non si ritireranno", ha aggiunto.

Quest'ultimo - figura chiave dei negoziati ed ex ambasciatore in Turchia piuttosto gradito a Erdogan - è peraltro atteso nelle prossime ore nel nord della Siria per cercare di rassicurare i curdi. Ankara ribadisce che non intende chiedere il "permesso" per difendere la sua sicurezza nazionale, ma sta comunque cercando di coordinare con gli Usa le operazioni in Siria. "La Turchia combatterà lo YPG sia che gli americani si ritirino sia che rimangano in Siria". Alla finestra restano la Russia e Bashar al Assad, cui i curdi si sono già rivolti per un'eventuale protezione. Bolton avrebbe detto di "no" a questa richiesta. E senza un'intesa tra le forze in campo, il conflitto siriano potrebbe tornare a infiammarsi.

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