WhatsApp in arrivo la pubblicità

Allarme truffe su WhatsApp

WhatsApp non funzionerà più su questi smartphone

WhatsApp si conferma come l'app di messaggistica più conosciuta ed usata a livello mondiale. L'app è in continua evoluzione, e l'esperienza d'uso di oggi è di molto migliorata rispetto a quella avuta in passato, sia per quanto riguarda la versione Android, sia per quanto riguarda la versione iOS.

Infine, altra news in arrivo e che non farà impazzire gli utenti, è l'arrivo della pubblicità su WhatsApp. Ecco dunque quello che ci si attende nei prossimi mesi dall'applicazione di Mark Zuckerberg. Attivando la suddetta modalità verranno modificati i colori dell'applicazione sia nelle conversazioni che nella schermata principale. La stessa modalità è già disponibile su diverse app per smartphone tra cui Telegram, Twitter e Google Maps. In questo caso le chat saranno colorate di scuro e gli utenti forse potranno anche personalizzarle con la scelta di una colorazione più scura o meno in base alle proprie esigenze.

Con l'arrivo del 2019 anche WhatsApp dovrebbe subire un cambiamento importante, che potrebbe essere mal digerito dai propri utenti. Il 2019 inizia con una segnalazione da parte di numerosi utenti whatsapp, vittime dell'ennesima frode.

Si prevede che la funzionalità, rilasciata a ottobre nella versione per iOS, raggiungerà finalmente gli utenti del sistema Android quest'anno. Una funzionalità che è stata introdotta qualche tempo fa da Instagram con il famoso "Nametag" che permette agli utenti di scansionarlo garantendo l'aggiunta dell'amicizia senza dover inserire o cercare manualmente l'utente. La polizia postale ha spiegato che gli operatori telefonici non si affidano mai a Whatsapp per richiedere i documenti degli utenti.

Chi ci segue già da qualche mese avrà sicuramente letto l'articolo relativo all'arrivo, della pubblicità su WhatsApp. Diversi utenti, che si sono rivolti al servizio assistenza dell'operatore Vodafone per segnalare guasti sulla rete fissa, sono stati contattati su WhatsApp da un fantomatico "reparto tecnico" il quale, al fine di sollecitare l'intervento di personale tecnico, richiedeva con varie scuse, copia dei propri documenti di riconoscimento e, in alcuni casi, anche una copia di un secondo documento d'identità.

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