Fabrizio Corona aggredito al Boschetto della droga di Milano

Fabrizio Corona aggredito al Boschetto della droga di Milano

Fabrizio Corona aggredito al Boschetto della droga di Milano

Poco dopo l'incidente, Corona ha pubblicato su Instagram un'immagine che lo ritrae sdraiato all'interno di un'ambulanza, con addosso una coperta termica e una borsa del ghiaccio sul viso. Corona - che in base alle restrizioni di liberta' a cui e' sottoposto, alle 23 avrebbe dovuto rincasare - era in compagnia di altri 5 uomini, operatori della troupe, che risultano illesi.

"Ero con la troupe di una società che fornisce materiale per la trasmissione 'Non è l'Arenà di Giletti - ha raccontato al Corriere - Io volevo documentare lo spaccio di droga in un posto dove spesso le forze dell'ordine non entrano". "Siamo stati pestati con le mani e con i bastoni - ha riferitouno dei collaboratori del fotografo, Luca Cerchioni -". Come riferisce MilanoToday, Corona e il suo team si sono recati nella serata di ieri nella degradata area milanese con una telecamera nascosta, con l'intento di girare un servizio da destinare ad una televisione. "Tutto fatto solo per raccontare come ho sempre fatto in modo oggettivo la realta'" aggiunge, dedicando un pensiero al figlio: "Ora in questo momento ringrazio Dio per aver protetto mio figlio Carlos Maria". "Mi hanno riconosciuto, sia io che il ragazzo abbiamo rimediato dei pugni in faccia.". L'ex re dei paparazzi è stato assalito da alcuni pusher che lo hanno circondato. "C'erano albanesi e nordafricani, mi sono ritrovato un coltello puntato addosso, mi hanno strappato il giubbotto e il maglione, hanno continuato a inseguirmi, sono caduto in un dirupo".

Corona non sarebbe grave ma secondo quanto riferito al quotidiano di via Solferino ha rischiato di morire ammazzato.

Fabrizio Corona vittima di una aggressione al boschetto della droga di Rogoredo a Milano? Stando a quanto si evince dalle sue storie pubblicate su Instagram, l'imprenditore si trovava a Rogoredo con l'obiettivo di realizzazione un reportage che documentasse ciò che accade nella piazza di spaccio.

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