Ue sulla Tav: 'I ritardi possono portare anche a taglio dei fondi'

Tav, l'Ue avverte Italia:

Tav, la Commissione Ue: «L’Italia rischia di dover restituire i fondi»

Il tema è questa volta quello delle ricadute economiche e occupazionali: Telt ha ricordato che a pieno regime la Tav darà lavoro, diretto o indiretto, a 8000 persone, mentre ogni euro speso ne genererà 3,77 per il Pil, secondo lo studio del gruppo Clas.

Rispondendo in Senato a un'interrogazione del Pd, il ministro Toninelli ha spiegato che il finanziamento Ue non è a rischio.

(Teleborsa) In Italia tiene banco il dibattito sulla Tav Torino Lione con lo schieramento dei favorevoli che si oppone al fronte dei contrari. Così un portavoce della Commissione Ue, sottolineando che per questa sua "dimensione strategica europea è finanziato in modo significativo dal bilancio Ue".

- Non solo con lo stop alla Tav Torino-Lione, anche causando ritardi nei cantieri l'Italia rischia di dovere pagare dei risarcimenti, sotto forma di restituzione dei fondi europei assegnati. "Al momento non può essere indicata una cifra" ma, ha sottolineato il portavoce, "speriamo questo non succeda perché pensiamo che la Torino-Lione sia un progetto importante". "Ora il progetto incorre in alcuni ritardi, compresi quelli relativi alla sospensione della procedura di appalto pubblico di recente annunciata dalle autorità italiane".

"Il progetto è in corso - prosegue il portavoce - ed è importante che tutte le parti mantengano gli sforzi per completarlo in tempo, in linea con l'accordo di finanziamento". "È un progetto importante per l'intera Ue, soprattutto nel contesto del corridoio Ten-T Mediterraneo", che attraversa un'area abitata dal 18% della popolazione dell'Unione Europea, che vale il 17% del Pil del continente. Secondo l'Europa, come qualsiasi altro progetto della Connecting Europe Facility, i finanziamenti - al momento 814 milioni di euro - potrebbero ridursi per i "ritardi nell'attuazione".

"La Commissione Ue non può escludere di chiedere all'Italia di ripagare i contributi Cef - ha dichiarato un portavoce della Commissione Ue - già avuti se i fondi non possono essere ragionevolmente spesi in linea con le scadenze dell'accordo di finanziamento, in applicazione del principio 'usare o perdere i fondi'".

La situazione è monitorata attentamente dalla Commissione e dall'Inea (Innovation and Networks Executive Agency), in contatto con le autorità italiane e francesi. "A seconda di come si evolverà la situazione nelle prossime settimane, cambiamenti all'accordo di finanziamento per modificare l'ampiezza dell'azione o la tempistica potrebbero rendersi necessari nella prima parte del 2019", conclude.

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