Manovra, primo sì. Ma cambierà ancora

La votazione di ieri alla Camera

La votazione di ieri alla Camera

"Le relazioni tecniche ci potrebbero indicare che potrebbero servire meno soldi" per reddito di cittadinanza e quota 100 "mantenendo la stessa platea".

Alla ripresa dei lavori dell'aula della Camera, il ministro per i Rapporti con il parlamento, Riccardo Fraccaro, ha annunciato: "A nome del governo, autorizzato dal Consiglio dei ministri, pongo la questione di fiducia sull'approvazione senza emendamenti e articoli aggiuntivi" del testo predisposto dalla commissione Bilancio.

Ma la manovra che è uscita dalla Camera sarà completamente cambiata dal governo con un maxi-emendamento prima che il testo arrivi al Senato, dove dovrà essere approvata prima di tornare per una seconda lettura alla Camera.

"Il taglio alle pensioni d'oro entrerà nella legge di bilancio al Senato la settimana prossima". A Palazzo Madama sono previste le modifiche più sostanziali alla Manovra, con correttivi che riguarderanno probabilmente i due temi cardine del contratto di governo, e cioè pensioni e reddito di cittadinanza. "E quindi passiamo dal 25% al 40% di tagli sulle pensioni d'oro". Anche per questo è già certo che il provvedimento avrà carattere temporaneo, seppure rinnovabile a scadenza. "Ha tutta la nostra fiducia" ha detto Di Maio, mentre Palazzo Chigi ha smentito come "fantasiose ricostruzioni" le voci sul disagio di Tria, che "sta svolgendo il suo lavoro con serietà e impegno", in "piena sintonia" con il governo che "va avanti compatto".

Tuttavia, pur avendo stabilito una tabella di marcia, i gruppi non si sono messi d'accordo sui tempi: di conseguenza si sta in aula fino a mezzanotte di domani e si riprenderà sabato mattina, ma non si sa ancora a che ora.

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