Francia, oggi il premier incontra i "Gilet"

Gilet gialli o Macron?

Macron cede ai gilet gialli: stop aumenti su benzina. Ma loro vogliono molto di più

Philippe ha anche annunciato la sospensione di "tre misure fiscali".

I gilet gialli, peròm non ci stanno. Dobbiamo placare la situazione per evitare che degeneri": "lo ha detto il premier francese, Edouard Philippe, rivolgendosi ai deputati della maggioranza La République En Marche all'Assemblea Nazionale. Per sei mesi non saranno ritoccate le accise sul carburante, ha infatti assicurato, e anche "le tariffe di elettricità e gas non aumenteranno quest'inverno". Lo dice chiaramente in un'intervista al Giornale questo 51enne dirigente di un'impresa di trasporti che si sta trovando a gestire la protesta e le sue deviazioni violente.

Dopo l'annullamento dell'incontro previsto con i rappresentanti del governo, alcuni portavoce del movimento hanno denunciato di essere stati minacciati di morte nel caso in cui avessero accettato di parlare con il primo ministro (Corriere). E annunciano che torneranno in piazza sabato prossimo per manifestare per la quarta volta, tanto che la partita di Ligue 1, Paris Saint-Germain-Montpellier, in programma per quel giorno, è stata rinviata su richiesta della polizia. Per questo Castaner chiede ai "manifestanti ragionevoli" di dissociarsi e di non partecipare alla prossima manifestazione, sabato 8 dicembre, ma è probabile che non verrà ascoltato.

Domani quarta giornata di protesta dei gilet gialli, contro il caro carburanti, in mezzo a loro previsti tanti casseur, la paura di violenze sale a Parigi tanto che l'Eliseo teme il golpe. Inoltre, sarebbe bastato molto semplicemente guardare chi lanciava certe accuse per rendersi conto che erano unicamente tese alla delegittimazione politica.

E sui social francesi dilaga la polemica sulla foto di un soldato armato di fucile su un tetto nella zona dell'Arco di Trionfo mentre sono in corso gli incidenti di sabato scorso con i gilet gialli. E' ormai pacificamente riconosciuto che queste siano le maggiori proteste mai conosciute dalla Francia dai tempi del 1968.

Si infiacchisce invece tra i dirigenti (43%, -5), le persone benestanti (52%, -5) e le persone residenti nella regione di Parigi (57%, -3), la locomotiva del Paese, che concentra in sé la quasi totalità del potere politico, economico e culturale della Francia.

Ieri il Presidente Macron ha incontrato uno dei principali leader morali del movimento, Patrick de Perglas, detto Gepy, che è partito a piedi dalla sua Chalon-sur-Saone dirigendosi a Parigi e compiendo in una settimana trecento chilometri, proprio come nel 1953, in occasione di altre storiche proteste conosciute dalla Francia contro il fisco troppo esoso, aveva fatto il leader Pierre Poujade.

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