Shopping UE: addio al geoblocking dal 3 dicembre

News • Tech		UE Adesso si posso sfruttare le offerte estere	3 ore ago Francesco Santin2 Min lettura

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Dal 3 di dicembre però (da ieri per chi scrive) trova applicazione il regolamento 2018/302 del 28 febbraio 2018, entrato in vigore il 22 marzo 2018, regolamento che ha praticamente messo fine al cosidetto "geoblocking".

Il geoblocking è una tecnologia che permette di bloccare o restringere l'accesso a un prodotto o servizio online a seconda della collocazione geografica. Da ora in poi sarà possibile fare acquisti on line in tutti i Paesi Ue, senza essere più indebitamente bloccati perché non si risiede nello stato del venditore o perché si effettua il pagamento con una carta bancaria straniera.

"Si tratta di un importante provvedimento che contribuisce alla realizzazione del mercato unico digitale e che permetterà di supportare lo sviluppo del commercio elettronico transfrontaliero abbattendo blocchi geografici ingiustificati" ha dichiarato in una nota Roberto Liscia, presidente diNetcomm (il consorzio del commercio digitale italiano), che ha collaborato, insieme all'associazione Ecommerce Europe, alle fasi di stesura del testo da parte dell'Europarlamento.

Le nuove regole che entrano in vigore il 3 dicembre vietano la pratica dei 'blocchi geografici' nelle vendite online, riportando le modalità della vendita in rete a quelle dei negozi reali.

La segmentazione del mercato, a sfavore degli acquirenti, è un tema molto delicato, a cui la CE ha prestato le dovute attenzioni andando a modificare la regola del geoblocking all'interno del progetto Digital Single Market. Di conseguenza, ha spiegato "due terzi dei consumatori che volevano fare acquisti online all'estero non hanno potuto farlo". "Vogliamo un'Europa senza barriere, e questo vuol dire anche eliminare gli ostacoli agli acquisti online". Le grandi realtà come agenzie di viaggi o società per il noleggio dovranno applicare le promozioni presenti sul proprio sito anche agli utenti che si collegano (e ne fanno richiesta) da altri paesi. Pare infatti che le nuove disposizioni non possano essere applicate per prodotti musicali con diritto di copyright, o anche per libri e-book, videogiochi e anche software.

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