Sully, il cane di Bush padre, che veglia ancora il suo presidente

Sully il cane di Bush padre che veglia ancora il suo presidente

Sully, il cane di Bush padre, che veglia ancora il suo presidente

Ritrae Sully, il labrador retriver di George Bush padre, acciambellato sotto la bara del suo padrone, scomparso venerdì scorso, avvolta dalla bandiera americana. Il labrador dorato ha prestato servizio all'ex inquilino della Casa Bianca nel suo ultimo anno di vita.

Sully il cane viaggerà con la bara sul volo dal Texas a Washington DC lunedì 3 dicembre. Addestrato per aiutare le persone non autosufficienti, come Bush che per anni ha sofferto del morbo di Parkinson, sapeva aprire porte, raccogliere oggetti, chiedere aiuto in caso di necessità. E sarà con lui anche durante la giornata di lutto nazionale.

Non tutti i presidenti degli Stati Uniti tuttavia hanno amato i cani: John F Kennedy era allergico ai cani e Donald Trump non ne ha uno.

L'ha pubblicata su Twitter Jim McGrath, ex portavoce di Bush e signora, commentandola così: "Missione compiuta". L'associazione del National Military Medical Center di Walter Reed ha scritto sulla sua pagina Facebook che Sully si unirà presto al programma che vede impegnati tanti altri cani specializzati nell'assistenza in terapie fisiche e occupazionali di soldati feriti e personale in servizio attivo al centro "Walter Reed" di Bethesda, nel Maryland.

Sully prende il nome dal pilota della compagnia aerea Chesley "Sully" Sullenberger, che ha sbaragliato un aereo passeggeri sul fiume Hudson nel 2009, salvando tutti i 155 passeggeri e l'equipaggio a bordo. Sully non ha lasciato solo il suo padrone.

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