SANTIAGO, ITALIA: Nanni Moretti incontra il pubblico di Milano

Salvini:

Salvini contro Moretti

Dedicato al colpo di stato dell'11 settembre 1973 di Pinochet che pose fine al governo socialista di Salvador Allende in Cile, 'Santiago, Italia' che chiude la 36/a edizione del Torino Film Festival e in sala dal 6 dicembre con Academy Two, è una lunga serie di interviste e materiali di repertorio sulla fine del governo socialista di Allende e sul ruolo dall'ambasciata italiana a Santiago. E il pubblico ha subito dimostrato di apprezzare la scelta: la proiezione di stasera è già "sold out". E che il regista non lo sia, non è mai stato in dubbio.

In conclusione Santiago, Italia è il film che ci si aspetta da Nanni Moretti. "La questione è troppo importante perché gli elettori cileni possano essere lasciati a decidere da soli". I Paesi democratici, tristemente, distolsero lo sguardo. Rastrellamenti, sequestri, torture e omicidi per annientare ogni forma di attività politica dissidente. Mano a mano dalle loro parole emerge il ricordo dei giorni in cui due giovani diplomatici, Piero De Masi e Roberto Toscano, accolsero nell'ambasciata italiana centinaia di oppositori al regime, salvando loro la vita e riuscendo a portarli nel nostro Paese come richiedenti asilo. Quel giardino al di là del muro, per una volta simbolo di solidarietà e salvezza, rappresentò un'isola di utopia, una sorta di intercapedine tra il bene e il male, il prima e il dopo. Siamo certi che il film non imparziale, ma militante di Nanni Moretti creerà numerose polemiche, e forse sarà una valida scusa per andarlo a vedere e ricevere maggiore visibilità. Non tanto per la mancanza di ideali così forti per cui lottare, ma perché il presente sembra semplicemente non curarsene. Scorrono sullo schermo in 'Santiago, Italia', tra le altre le voci quelle dei registi Patricio Guzman e Miguel Littin, delle giornaliste Marcia Scantlebury e Patricia Mayorga, del traduttore Rodrigo Vergara, di militari di Pinochet ormai in carcere e, ovviamente, la testimonianza di Roberto Toscano, l'allora ambasciatore italiano a Santiago. "Ci trattennero qualche giorno e poi ci rilasciarono".

Salvini:
Tff, gran finale con Nanni Moretti Il suo «Santiago, Italia» è sold out

Si potrebbe quasi chiudere qui il documentario, ma siamo solo a metà delle interviste, che alla fine commuovono gli intervistati e inevitabilmente anche lo spettatore. Perché Nanni è uno di quei personaggi che sicuramente polarizza l'opinione pubblica: c'è chi lo ama, c'è chi lo odia. Chissà se oggi, qui, in una circostanza analoga, quegli occhi si abbasserebbero ancora.

Queste sagge parole frutto dell'esperienza di un uomo il quale è dovuto fuggire dal suo paese per sopravvivere alle conseguenze di un golpe che ha portato ad una violenta dittatura, dovrebbero far riflettere anche noi in questo periodo in cui sentiamo tornare di moda tante idee e pensieri i quali speravamo ormai relegati ai libri di storia.

Altre Notizie