Gilet gialli: "un'uscita dalla crisi". Macron all'Arco di Trionfo dopo gli scontri

Tensione alla manifestazione

Tensione alla manifestazione di"yellow jackets a Bruxelles il 30 novembre

Macron ha assicurato che "i colpevoli delle violenze saranno identificati e ritenuti responsabili delle loro azioni davanti alla giustizia", specificando che "nessuna causa giustifica che l'Arco di Trionfo venga deturpato".

La protesta dei gilet gialli è degenerata nel primo pomeriggio, forze dell'ordine hanno usato lacrimogeni e idranti per disperdere i manifestanti - tra le 200 e le 300 persone - a ridosso del perimetro delle istituzioni federali dove è vietato ogni tipo di corteo, anche se una cinquantina di essi sono riusciti a spingersi fino al quartier generale della Commissione europea.

In questa pagina, il video che segue live gli scontri a Parigi.

I primi fumogeni già in mattinata Il gruppo, nato spontaneamente per protesta contro il caro benzina, si è trasformato in un movimento di massa contro il presidente Emmanuel Macron e la pressione fiscale.

Intanto in Francia, un sondaggio Harris Interactiv per la radio RTL e per la tv M6, ha svelato che il 72% dei francesi sostiene ancora il movimento dei gilet gialli dopo il terzo sabato di manifestazioni. Ma il procuratore di Parigi Remy Heitz ha detto che molte delle 378 persone arrestate sabato sono uomini tra i 30 e i 40 anni, cioè più vecchi delle persone che normalmente rappresentano le frange violente delle manifestazioni. Durante le proteste di sabato, tuttavia, tra alcuni dei manifestanti è stata fotografata una croce celtica, simbolo dei movimenti neofascisti.

Un automobilista è rimasto ucciso ad Arles, nel sud della Francia, in un tamponamento provocato da un blocco stradale dei gilet gialli su una strada provinciale. "Altri si sono sentiti minacciare i figli".

Dipendenti comunali coprono le scritte sull'Arco di Trionfo a Parigi. I rivoltosi non sono quindi i soliti figli di papà del genere The Dreamers e e nemmeno i maghrebini di seconda o terza generazione delle banlieu, ma francesi che si ritengono per certi versi i veri francesi.

Questi cambiamenti, secondo Guilluy, hanno creato una nuova geografia sociale in cui le città sono diventate i centri dell'occupazione e della ricchezza, mentre le aree rurali, quelle dei centri più piccoli o quelle deindustrializzate - in cui vive la maggior parte della classe media - hanno attraversato una stagnazione economica.

Un collettivo di Gilet gialli 'moderati' ha offerto al governo quella che definisce come "una via d'uscita dalla crisi" e ha chiesto un incontro al premier francese, Edouard Philippe.

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