Anziani? Si ma solo dopo i 75

Salute, rivoluzione dei geriatri:

Allarme geriatri, anziani curati con farmaci non testati su di loro - Salute & Benessere

Gli stereotipi sono duri a morire, ma la realtà è testarda e alla fine ottiene la meglio sul luogo comune.

A spiegare perché, nel corso del congresso nazionale della Sigg in corso a Roma, è stato Niccolò Marchionni, professore ordinario dell'Università di Firenze e direttore del dipartimento cardiovascolare dell'Ospedale Careggi. Insomma... si diventa ufficialmente "anziani" dopo i 75 anni.

"Oggi alziamo l'asticella dell'età a una soglia adattata alle attuali aspettative di vita nei Paesi con sviluppo avanzato", dice Marchionni. "Non solo, larga parte della popolazione tra i 60 e i 75 anni è in ottima forma e priva di malattie - aggiunge - per l'effetto ritardato dello sviluppo di malattie e dell'età di morte". Stando alle ultime statistiche l'aspettativa di vita è di 85 anni per le donne e di 82-83 per gli uomini.

Per i geriatri, dunque, il concetto di anzianità deve adattarsi "alle mutate condizioni demografiche ed epidemiologiche".

La terza età va dai 75 anni. E tuttavia non per tutti gli individui avanti con l'età sono rose e fiori: la quota di anziani disabili con fabbisogno assistenziale si attesta tra il 20 e il 30%. Una presa d'atto, quella dei geriatri, che pero' ha enormi ripercussioni sul piano politico ed economico: "Sappiamo che questa posizione non piacera' ai sindacati - ammette Marchionni - e nemmeno a chi fa una bandiera dell'abolizione della legge Fornero, ma va considerato che abbiamo una vita media molto lunga e in grande efficienza, gli anziani andrebbero considerato una risorsa e non come un peso".

Siamo davanti un ribaltamento radicale delle credenze societarie di un tempo, credenze che sono cambiate in maniera netta e completa anche grazie ai numerosi progressi posti in essere dalla medicina, che ha portato all'interno della società azioni preventive e curative delle malattie, sino ad ogni sconosciute.

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