Nuove diagnosi di Hiv, nel 2017 registrati 5,7 casi ogni 100mila residenti

HIV e AIDS

HIV e AIDS

I DATI IN ITALIA - Sul fronte nazionale, i nuovi casi di infezione da Hiv sono stabili: secondo l'Istituto Superiore di Sanità, nel 2017 sono state segnalate 3.443 nuove diagnosi, pari a 5,7 nuovi casi per 100.000 residenti. Per evitare di ammalarsi di Aids, malattia che indebolisce il sistema immunitario provocando gravi infezioni, polmoniti, meningiti e tumori, è importantissimo scongiurare di infettarsi con l'Hiv, avendo sempre rapporti sessuali protetti ed evitando comportamenti a rischio, come lo scambio di siringhe con altre persone.

Attualmente, nel nostro Paese le persone che convivono con l'Hiv sono tra 125 mila e 130 mila, prevalentemente di sesso maschile.

Quasi 3.500 nuove infezioni in Italia nel 2017, circa 37 milioni di sieropositivi nel mondo, tra cui 3 milioni di bambini e adolescenti: sono questi i numeri più recenti relativi all'Hiv. La maggior parte delle nuove diagnosi è tra maschi che fanno sesso con altri maschi. Ma i sieropositivi sono ancora oggetto di stigma antichi, legati a un immaginario del passato che è più contemporaneo che mai. Come riporta il ministero della Salute, sono stati identificati due tipi principali di Hiv, denominati Hiv-1 e Hiv-2, che sembrano avere caratteristiche patologiche e cliniche simili. Tuttavia, il numero di decessi in persone con AIDS rimane stabile. Ecco perché è cosi importante usare sempre il preservativo - ribadiscono - quando si hanno rapporti sessuali con partner di cui non conosciamo il risultato del test Hiv. Il 26,2% ha eseguito il test in seguito a un comportamento a rischio (26,2%). Per eseguire il test, nella strutture pubbliche, non serve ricetta medica. Le persone giunte tardi alla diagnosi lo scorso anno sono state 150: il 57%dei nuovi casi; in particolare, al momento della diagnosi il 38% delle persone era già in Aids o in una fase molto avanzata dell'infezione. Il virus, quindi - precisano gli esperti dell'Iss - non è una problematica da relegare solo ad alcuni gruppi di persone, ma un problema di sanità pubblica che deve riguardare ogni individuo, soprattutto i giovani. Ancora oggi, purtroppo, molte persone pensano che l'infezione da Hiv riguardi quasi esclusivamente gli uomini che fanno sesso con uomini, i tossicodipendenti e chi fa sesso con partner occasionali o con molti partner. I dati italiani mostrano che la realtà è diversa. Viceversa, la proporzione di casi tra i consumatori di sostanze per via iniettiva è diminuita dal 76,2% nel 1985 al 2,8% nel 2016.

Si riduce rispetto all'anno precedente anche l'incidenza tra i giovani (25 -34 anni) pur restando questa fascia di età quella con il valore più elevato, pari a 15,6 casi ogni 100.000 abitanti. In italiano "Hiv, conosci il tuo stato" è l'invito per tutti i cittadini a sottoporsi al test. "Un esame veloce, gratuito, anonimo - spiega il professor Claudio Mastroianni, direttore Uoc Malattie Infettive del Policlinico Umberto I di Roma, dove sono in cura 2000 pazienti con HIiv - e che consente, in caso di sieropositività, di accedere a cure tempestive, con una maggiore possibilità di successo dei trattamenti farmacologici".

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