Conferma del ministero, il batterio killer Mycobacterium chimaera circola anche in Italia

Un medico del laboratorio 'Genoma' di Roma durante lo studio del Dna per l'identificazione dell'eventuale presenza di malattie genetiche o di alterazioni cromosomiche 28 agosto 2012. La Corte europea dei diritti umani ha bocciato la

Batterio killer due nuovi casi in Emilia Romagna. ANSA ETTORE FERRARI

Al momento pare che non si siano registrate contaminazioni a Verona, dal momento che l'azienda ospedaliera non ha usato il LivaNova Stockert 3T, poiché aveva acquistato un altro macchinario, di fabbricazione giapponese.

Si tratta delle prime linee guida elaborate in Italia per cercare di arginare la circolazione del batterio, che si annida nel serbatoio d'acqua interno al macchinario e, attraverso l'aria, si trasferisce al paziente. In Emilia Romagna ce ne sono una trentina. È quello che cercheranno di dimostrare gli inquirenti e i tecnici specializzati che in giornata hanno effettuato ispezioni in tutte le cardiochirurgie del Veneto, su ordine della Regione governata da Luca Zaia. L'allerta, naturalmente, da parte nostra è massima: "ci siamo già mossi, stiamo facendo tutto ciò che è necessario per garantire la sicurezza dei pazienti".

Fino a ieri, i casi accertati di infezione sono 18 (di cui 6 già deceduti).

Sei morti: tutti pazieni operati in cardiochirurgia in alcuni ospedali del Veneto.

Un batterio nei macchinari utilizzati in sala operatoria per interventi al cuore avrebbe contagiato 18 persone in ospedali del Veneto (Vicenza, Padova e Treviso) e causato la morte di sei di queste.

"Siamo di fronte a un evento raro, causato probabilmente da un lotto di macchinari prodotti dalla stessa azienda".

"Abbiamo proseguito il percorso iniziato già da tempo da mio marito che aveva redatto una ricerca su questa vicenda, e lo abbiamo consegnato al nostro avvocato" ha detto alle agenzie di stampa la moglie del dottor Paolo Demo, confermando la presentazione di un esposto in Procura. Nel frattempo, l'Azienda Zero ha inviato nelle cinque Cardiochirurgie della regione gli ispettori, che sono impegnati ad acquisire le cartelle cliniche dei pazienti sottoposti a intervento chirurgico negli ospedali di Padova, Mestre, Treviso e Vicenza.

Su disposizione del ministero della Salute, [VIDEO] controlli sono stati attivati anche nelle strutture sanitarie dell'Emilia Romagna, dopo altri due casi di morti sospette avvenute al Salus Hospital di Reggio Emilia. Nella nota inviata alle Regioni, il Ministero della Salute parla di "epidemia globale". Infatti il microbatterio, apparentemente innocuo, identificato per la prima volta nel 2004, si trova nell'acqua potabile. Il periodo di incubazione dopo l'esposizione risulta lungo, con una media di 17 mesi. La prima identificazione di un caso di infezione associato a questo tipo di dispositivo risale al 2014, anche se indagini retrospettive hanno permesso di riconoscere anche altri casi a partire dal 2011. Non esiste una terapia stabilita. I segni e i sintomi sono affaticamento, febbre e perdita di peso.

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