Rossi, preservativi gratis a under 26

Contraccettivi gratuiti agli under 26 e prevenzione, anche la Toscana dà via libera: “Salute sessuale…

La Toscana ha approvato una delibera per la contraccezione gratuita

Preservativi, pillole, spirali, cerotti e altri contraccettivi saranno gratuiti anche in Toscana. La Regione Toscana ha approvato una delibera in materia di educazione alla salute sessuale e riproduttiva e per l'accesso alla contraccezione.

La gratuità dei contraccettivi, spiega il governatore toscano Enrico Rossi, è estesa, fino ai 46 anni di età, "alle donne che si trovano in difficoltà economiche nei due anni successivi a un'interruzione volontaria di gravidanza o a un anno dal parto". Sono alcune delle misure previste da una delibera dalla Giunta toscana che prevede anche il rafforzamento dei consultori per la contraccezione e la prevenzione delle Ivg (interruzioni volontarie di gravidanza). "Ora lavoriamo - conclude - per potenziare l'educazione sessuale nelle scuole, l'attività dei consultori e le campagne informative su una sessualità sana e consapevole". Si stima infatti che in Toscana la trasmissione sessuale sia responsabile del 75,6% dei nuovi casi adulti di Aids. Da uno studio dell'Agenzia regionale di sanità (Ars), inoltre, emerge che l'uso del preservativo è in calo ed è percepito quasi esclusivamente a scopo contraccettivo: tra i metodi anticoncezionali, il preservativo è invece l'unico e solo sistema che protegge da malattie a trasmissione sessuale.

"L'obiettivo", per Rossi, è quello "di raggiungere tutti i giovani nei luoghi di vita e formazione". La Toscana decide così si seguire l'esempio di Puglia, Emilia Romagna e Lombardia. La contraccezione gratuita e accessibile non è però garantita in Italia, non è regolamentata da una legge nazionale specifica e spesso dipende dalla buona volontà di regioni, Asl, ospedali o consultori.

Gli interventi, come ha ricordato l'assessore Siccardi, tramite soprattutto la promozione della salute sessuale, mirano a evitare le interruzioni di gravidanza, a ridurre i tassi di abortività e soprattutto a prevenire le malattie sessualmente trasmissibili (Mst) e la diffusione dell'Hiv.

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