Ticinonline - Scoperta una superterra ghiacciata: è inospitale

Scoperta una Super Terra vicina al nostro pianeta, ma è inospitale

Una superterra ghiacciata la nuova vicina di casa - VIDEO - Scienza & Tecnica

Il pianeta, chiamato Barnard's Star b, è ora il secondo esopianeta noto più vicino alla Terra. Si tratta di un gigante gassoso con dimensioni 1,5 volte maggiori rispetto a Giove e con una massa 13 volte superiori; orbita a una distanza di 1,3 miliardi di chilometri - leggermente più vicina di quella di Saturno attorno al Sole - e impiega 20 anni per compiere un giro completo. Si tratta del secondo esopianeta più vicino alla Terra, subito dopo Proxima b, esopianeta che orbita intorno Proxima Centauri, la nana rossa più vicina al Sole. L'orbita ravvicinata del pianeta, a meno della metà della distanza tra Terra e Sole, disturba infatti la stella madre provocando delle oscillazioni che ne fanno aumentare o diminuire la distanza dalla Terra. E' quindi improbabile che il pianeta possa ospitare la vita, almeno come la conosciamo. È una nana rossa, un stella relativamente fredda e poco massiccia, che ha solo il 3% della luminosità del nostro Sole. Le super-Terre sono il tipo più comune di pianeta che si forma intorno a stelle di piccola massa come la stella di Barnard, rendendo più credibile la scoperta del nuovo candidato. Inoltre, la teoria corrente di formazione planetaria prevede che la linea della neve sia la posizione ideale per la formazione di tali pianeti. "Harps ha svolto un ruolo vitale in questo progetto". I risultati sono appena stati pubblicati su Nature.

Rappresentazione artistica dell'esopianeta osservato dallo spazio. Mentre il pianeta orbita intorno alla stella, la sua attrazione gravitazionale fa oscillare la stella stessa. Quando la stella si allontana dalla Terra, il suo spettro si sposta verso il rosso (redshift): cioè, si muove verso lunghezze d'onda più lunghe. Grazie a questo effetto è possibile misurare con un'incredibile precisione le variazioni della velocità di una stella causate del pianeta in orbita.

Il folto gruppo di ricerca, guidato da Ignasi Ribas dell'Istituto di studi spaziali della Catalogna e dell'Istituto di scienze spaziali in Spagna, ha utilizzato un metodo, detto della velocità radiale, che serve per individuare la presenza di pianeti extrasolari. "Si tratta di uno dei più ampi ed esaurienti campione di dati mai utilizzati per studi per la misura precisa della velocità radiale", sottollinea Ribas. "La combinazione di tutti i dati ha portato ad un totale di 771 misurazioni - una quantità enorme".

"Per raggiungere questo risultato fantastico abbiamo lavorato molto duramente", conclude Anglada-Escudé. "Osservazioni di follow-up sono già in corso in diversi osservatori in tutto il mondo". Il potenziale pianeta infatti è molto freddo, con una temperatura superficiale stimata di circa -170 gradi Celsius. Henning, B. Holden, J. Jenkins, H. "Quanto trovato sembra comunque confermare l'idea che i pianeti siano estremamente comuni, e che ne rimangano ancori molti altri da scoprire anche attorno a stelle molto vicine".

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