Tim, Vivendi nuovamente all'attacco della governance

Iliad i conti non tornano

I conti di TIM non tornano. L’AD chiede fiducia e cerca di non spaccare il CDA. Ma intanto il peso di Iliad si fa sentire

Il titolo Telecom Italia è arrivato a cedere il 4,9% oggi in borsa a 0,51 euro dopo la diffusione dei conti dei primi nove mesi del 2018, su cui pesa la svalutazione per 2 miliardi dell'avviamento che manda i conti in rosso.

Il titolo, che venerdì ha aperto a ribasso sul listino italiano e che ha allungato le perdite oltre il -6%, ha scontato negativamente l'annuncio delle svalutazioni da 2 miliardi di euro, attribuibili alla rete fissa italiana.

Nel dettaglio l'utile è calato del 19,1% a 1,2 miliardi ma per effetto della svalutazione da 2 miliardi, il risultato netto è stato negativo per 800 milioni. Anche gli ultimi contatti nel week-end hanno fatto emergere la volontà concordata da parte dei consiglieri non in quota Vivendi (non solo quelli rappresentati dal fondo Elliott) di convocare un cda straordinario già questa settimana per mettere agli atti le. Tuttavia la svalutazione non modifica le priorità strategiche del piano triennale del gruppo.

Al momento della scrittura Elliott non ha commentato l'affondo di Vivendi. "È stato un trimestre turbolento, con la decisione della vigilanza del cambio fatturazione e con l'entrata di Iliad nel mercato mobile ma Tim è riuscita a garantire una performance operativa resiliente", dice Genish ponendo l'accento sui ricavi da servizi, stabili sia a livello di gruppo che domestico, e su una continua crescita in Brasile.

Le vendite di periodo sono dimunite secondo le attese del 3,1%, a 14,22 miliardi di euro, mentre l'indebitamento finanziario a fine settembre ha toccato i 25,19 miliardi.

Per quanto riguarda i dossier aperti, il Cda ha deciso di proseguire l'iter di cessione di Persidera, mentre non sono emerse novità sul fronte della cessione di Persidera.

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