Prescrizione, intesa M5S-Lega: "Ok alla riforma. Ma in vigore fra un anno"

Salvini Sì alla prescrizione ma tempi certi per i processi

Il premier Conte ai giornalisti: “Vertice di maggioranza? No, stasera c'è la Roma”

"Non serve se le posizioni restano le stesse", ragionano i vertici M5S. La norma sulla prescrizione sarà nel ddl anticorruzione! Il 'padrone di casa', Conte, è arrivato con qualche minuto di ritardo, dunque è possibile ci sia stato spazio per un primo chiarimento tra Di Maio, Salvini e il Guardasigilli.

Nonostante le rassicurazioni, però, non si è riusciti ad allentare la tensione.

Anche Luigi Di Maio su Facebook si dice "sicuro che sulla prescrizione raggiungeremo l'accordo migliore per gli italiani all'interno della legge anticorruzione". Poi sono emersi i problemi sulla prescrizione, anche se è nel contratto di governo. Al centro delle polemiche il nodo sulla riforma della prescrizione contenuta nel ddl anticorruzione e ormai legato al dl sicurezza. "Ci siamo. C'è un decreto sicurezza e immigrazione che sarà un passo in avanti". Innanzi tutto si terrà la riunione dell'Ufficio di Presidenza che dovrà stabilire i tempi di esame del ddl. All'incontro ha partecipato anche il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede. Nell'arco della giornata si sono rincorse voci persino su una riunione ad hoc del Cdm. Lo ha detto Matteo Salvini al termine del vertice a Palazzo Chigi su prescrizione. "Se la manifestazione per la Tav sarà corposa il governo non potrà non tenerne conto", spiega un parlamentare pentastellato. Altrimenti dobbiamo pensare a un Cdm 'fantasma'. La risposta alla richiesta arrivò nel 2006: "che colpa ne ha la mia famiglia?" Ma non è tutto oro quel che luccica. I presidenti Sarti e Brescia (M5S) hanno chiesto lo stop della protesta ma la temperatura era già salita, con i deputati dell'opposizione pronti ad assaltare la presidenza e contestare la regolarità delle votazioni. In ogni caso, nota distensiva, annota che "quando io e Di Maio ci sentiamo, risolviamo in mezz'ora". È questo un tema fondamentale del Movimento, uno dei cavalli di battaglia sul quale hanno fondato il loro consenso: non è ammissibile, perciò, deludere gli elettori, tanto più se si fosse costretti a chinare la testa davanti ai veti della Lega Nord. Tesi quest'ultima confermata da ministro degli Interni Matteo Salvini: "L'unica cosa che non voglio è che ci siano processi eterni. Sono sicuro che troveremo una quadra". "Troppe mine vaganti pronte ad esplodere, urge un chiarimento tra i leader", è stato l'avvertimento di un big del Carroccio, preoccupato dall'escalation dello scontro tra M5S-Lega.

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