Commissione UE: crescita PIL in Slovacchia al 4% questsarà più rapida

La Commissione UE non crede all'Italia nel 2019 deficit al 2,9

Previsioni Ue d'autunno, l'Europa sbatte i numeri in faccia all'Italia

"L'incontro con il presidente dell'Eurogruppo, Mario Centeno, si è svolto in un clima di sereno e costruttivo dialogo" sottolinea il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte.

"Non ho dubbi sull'impegno dell'Italia per l'euro e la crescita sostenibile". Davanti a deputati e senatori il ministro dell'Economia, Giovanni Tria, difende a spada tratta l'impostazione della manovra, che non comporterà sforzi aggiuntivi o manovre correttive né tantomeno il ricorso a patrimoniali, perché lo scenario attuale dell'Italia non è quello della Grecia degli anni della crisi. Lo scrive la Commissione Ue nelle nuove previsioni economiche autunnali.

Ancora tensioni da Roma e Bruxelles. In questo la vertenza italiana del 2018 è davvero diversa da quella greca del 2015.

Segue una frase che vorrebbe essere altrettanto distensiva verso l'Europa: "Il Governo italiano sta predisponendo interventi legislativi e avviando progetti di investimento volti a rilanciare la crescita economica e lo sviluppo sociale". Le parti di sfidano ma non si conoscono.

Secondo gli analisti dell'esecutivo UE, le esportazioni della Slovacchia sostituiranno gli investimenti come secondo pilastro della crescita nel 2019, ma subiranno una flessione nel 2020, quando, presumibilmente dopo l'apice del 2019, anche la crescita del PIL rallenterà a un tasso del 3,5%. La prima è che anche con una crescita inferiore all'1,5% stimato dal Tesoro, il deficit non sforerebbe il limite del 2,4% indicato nel documento di bilancio.

Tria difende le scelte del governo nella legge di Bilancio di rialzare il deficit al 2,4% del Pil per spingere la crescita alla luce del rallentamento dell'economia: "Ci rendiamo conto - afferma - che i problemi richiederebbero una manovra ancor più incisiva" ma serviva "un corretto bilanciamento tra la stabilità finanziaria e quella sociale".

Eppure, il ministro dell'Economia si dice dispiaciuto della défaillance tecnica della Commissione europea nell'analisi della manovra economica nostrana.

La Commissione Europea prevede che il rapporto deficit/Pil possa scendere all'1,9% nell'esercizio in corso, per poi risalire al 2,9%, in seguito alle misure indicate dal governo nella legge di bilancio.

L'importante è che il popolo ci creda. Secondo l'Unione europea, "le prospettive di crescita" dell'Italia "sono soggette ad elevata incertezza e ad intensificati rischi al ribasso" e "le misure previste" dall'Italia "potrebbero rivelarsi meno efficaci, con un impatto minore sulla crescita".

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