Sparatoria a Los Angeles, 13 morti

Cosa sappiamo della sparatoria nel bar di Los Angeles

Usa, sparatoria in un bar a Los Angeles: ci sono vittime

"Ci sono sono diversi morti", ha detto il sergente Eric Buschow senza fornire un numero preciso. L'uomo, inoltre, non è stato ancora identificato.

Gli enti competenti assicurano che non si tratta di un attacco terroristico ma di un caso isolato di un folle con problemi mentali che ha compiuto un gesto irrazionale. Il killer era arrivato al locale con l'auto della madre e non ha detto nulla quando e' entrato e ha cominciato a sparare. Il sito web del locale, dove si suona musica country, pubblicizza i mercoledì sera come le serate dedicate agli universitari: nei pressi della struttura ci sono due college: la California Lutheran University e la California State University.

Strage in un bar frequentato da studenti in California. Il locale si trova a circa 70 chilometri a Ovest di Los Angeles. "È venuto qui per salvare le vite di altre persone". Poi si è diretto alla cassa e ha continuato a sparare.

"E' assolutamente un eroe". L'assalitore avrebbe gettato dei lacrimogeni all'ingresso del locale, colpito una guardia di sicurezza presente all'ingresso; poi, ha aperto il fuoco sulla folla con una pistola automatica. Al momento della sparatoria nel club c'erano circa 200 persone. "E' quello che fanno i poliziotti, quello che lui ha fatto". Nel giro di pochi minuti sul posto sono arrivati forze di polizia, Fbi e ambulanze. "Abbiamo avuto diversi contatti con Long nel corso degli anni, per incidenti di entità inferiore", ha spiegato lo sceriffo, raccontando che ad aprile i poliziotti si erano recati in casa sua e, dal momento che agiva in "modo irrazionale", avevano chiamato degli esperti di PTSD, cioè disturbo da stress post-traumatico. "Allo stesso modo, il tiratore è morto, insieme al primo ufficiale di polizia ad entrare nel bar".

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