Midterm, Trump conserva il Senato. I democratici vincono alla Camera

Gli Stati Uniti al voto di Midterm

Gli Stati Uniti al voto di Midterm

Per il tycoon è il giorno più lungo da quando è partita la sua avventura alla Casa Bianca, dove si è trincerato insieme ai familiari e ai suoi più stretti collaboratori per seguire minuto per minuto l'Election Day. Da Beyoncé a Nick Jonas, da Zendaya a Taylor Swift (che ha fatto il suo personale endorsement al senatore Phil Bredesen), tantissime sono le star che hanno utilizzato i propri social network per documentare il proprio impegno civico.

Non tutti i seggi hanno concluso gli scrutini, ma il record è già stato infranto.

I democratici in piena metamorfosi saranno ora in grado di bloccare le politiche domestiche di Trump (e un'eventuale, per quanto improbabile dichiarazione di guerra), ma nulla potranno sulle sue iniziative di politica estera e di difesa. In molti auspicano quella 'blue wavè che permetterebbe loro di riprendersi la Camera del Congresso e, con un pò di fortuna, anche il Senato. Mentre nel Sunshine State Bill Nelson dopo un testa a testa si è dovuto arrendere all'ex governatore repubblicano Rick Scott.

Una vittoria a metà, quella dei democratici, che i pessimisti potrebbero vedere anche come una mezza sconfitta.

Durante un'intervista con la Cnn del mese scorso, Nancy Pelosi aveva sottolineato come "nulla è più salutare per il nostro paese, per la nostra politica, per la nostra lotta politica dell'aumento della partecipazione delle donne nel processo elettorale". Ma il presidente sceglie di leggere solo il fatto che il suo partito ha conservato e rafforzato la propria maggioranza al Senato, e dichiara vittoria a 360 gradi. Rashida Tlaib è invece la prima deputata USA di origini palestinesi. E debutta al Congresso anche una nativa americana: Sharice Davids, eletta in Kansas. Il Partito democratico avrà il problema di scegliere fra candidati troppo radicali e non bianchi o troppo moderati e wasp: scelte entrambe probabilmente perdenti. Il Congresso degli USA è adesso formato da molti volti nuovi nel partito democratico, da molte donne, da molti rappresentanti delle minoranze. Certo, il rischio, ora, è la paralisi, dato che negli Stati Uniti vige un bicamerlismo (quasi) perfetto e le leggi per essere approvate dovranno passare sia dalla Camera democratica che dal Senato repubblicano. A cominciare dall'elezione della più giovane deputata della storia americana, che è portoricana. Come riportato dal sito Politico.eu, vari esponenti delle lobby automobilistiche europee hanno espresso inquietudini legate alle mire espansionistiche della manifattura a stelle e strisce.

La Casa Bianca ha così potuto trarre un sospiro di sollievo, e sentirsi incoraggiata, al termine di una campagna caratterizzata da durissime polemiche, dove Trump non ha risparmiato energie e ha sfoderato ancora una volta temi controversi a lui cari a cominciare da aggressive crociate contro l'immigrazione illegale.

Storicamente, tra il 1938 e il 2014, il partito del presidente in carica ha sempre perso dei seggi in queste elezioni di metà mandato. Il margine potrebbe essere di 35 seggi: sarebbe piuttosto positivo per i dem, considerato lo svantaggio di 23 da cui partivano.

Tra le vincitrici spicca sicuramente Alexandria Ocasio-Cortez. "Mike, sarai il mio compagno di corsa?" ha chiesto Trump.

Ps: Esiste anche un South Dakota, diviso dal Nord da una riga orizzontale tracciata nel deserto, e anche questo insignificante Stato, con una popolazione di 858.000 persone, ha eletto due senatori.

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